Bon Iver live a Villafranca di Verona

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Che complimenti possiamo ancora inventarci per (i) Bon Iver?
Che gli vuoi dire a Justin Vernon? Gli puoi dire giusto “Grazie, genio!”.

Ore 21:15, puntualissimi, si accendono le luci sul palco del Castello Scaligero di Villafranca, che non delude e si presenta come la cornice perfetta per questo concerto, complice anche un limite di spettatori piuttosto “stringente“ rispetto alle possibilità che permette di respirare ampiamente.
L’inizio è quello che ti aspetti: lui con le cuffie grandi come fosse in camera sua, il riff di Perth più lento del solito che sembra strattonarti verso il palco, le fucilate di batteria dritte in cassa toracica.
C’è già tutto, c’è già abbastanza per esserne dipendenti, per sentirne la mancanza.

Bon Iver Verona 1

Si prosegue in una fase di studio con qualche pezzo per impostare la giusta atmosfera, tra cui Towers e Blood Bank per i veri nostalgici, fino a quando Justin, in un cono di luce, scalda il suo vocoder e intona 715 – CREEKS. Ed è qui che si ha la sensazione di partecipare a qualcosa di magico, quasi spirituale, quando il pubblico perde le sue individualità e si lascia contenere dalla voce dell’artista. È tutto perfetto, a tratti forse addirittura troppo perché in certi momenti risulta quasi accademico, e a noi romanticoni un po’ di sporco in più farebbe comodo.

La prima parte prevede ancora tre pezzi di altissimo livello, tra cui Creature Fear in chiusura che ci risveglia e rompe le righe, prima di una inspiegabile pausa di quasi mezz’ora.
[Davvero, che roba è?! Venticinque minuti di pausa a metà concerto… Speriamo non sia una nuova moda.]

MANCHESTER, TN - JUNE 09: Justin Vernon of Bon Iver performs during the 2018 Bonnaroo Music & Arts Festival on June 9, 2018 in Manchester, Tennessee. (Photo by Tim Mosenfelder/Getty Images)
Come per farsi perdonare, Justin Vernon rientra da solo sul palco e ci regala Skinny Love, dove finalmente si lascia andare e ci sbatte in faccia pure qualche nota mezza urlata mezza stonata. Brividi.
Da qui non si scende più: la struggente Flume, il nuovo singolo Hey, Ma che sembra aver convinto i fan, 33 “GOD”, una dietro l’altra senza nemmeno un “ciao” o un “grazie”, per eliminare ogni minaccia di ritorno alla realtà. 

Io ho dichiarato il decesso emotivo al “when your eyes are all painted Sinatra blue” di The Wolves (Act I and II), il crescendo finale un ottimo traghetto per l’aldilà. 

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Una scaletta pazzesca, (i) Bon Iver in splendida forma, location perfetta: cos’è mancato per essere il concerto della vita? A parte quella curiosa pausa a metà, forse l’unico appunto che si può fare è sul coinvolgimento del pubblico: qualche canzone cantata tutti insieme e qualche armonia in più avrebbero magari reso ancora più epico lo spettacolo.
Ma parliamo di dettagli che arrivano dopo, ad un secondo sguardo, e come dice Justin:

Love, a second glance it is not something that we’ll need.


Scaletta:
Set 1
– Perth
– 666 ʇ
– Heavenly Father
– Towers
– Blood Bank
– ____45_____
– 10 d E A T h b R E a s T
– 715 – CREEKS
– 29 #Strafford APTS
– Calgary
– Creature Fear
Set 2
– Skinny Love (Justin Vernon solo)
– Minnesota, WI
– 
Flume
– Hey, Ma
– 33 “GOD”
– 8 (circle)
– Holocene
– The Wolves (Act I and II)
– For Emma
Encore
– 22 (OVER SooN)

Dove: Castello Scaligero – Villafranca di Verona

Quando: Mercoledì 17 Luglio 2019


Mirco Geremia