Riccardo Sinigallia, Concerto a cuor leggero. Il live Report.

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Quanto ci metto a dare voci ai miei pensieri! Passano giorni, settimane, e probabilmente si vanno perdendo parecchie sfumature per strada, ma proprio non riesco a scrivere a ridosso di un evento, di un ascolto, di una lettura. Forse per me il bello è in parte questo, cullarmi dell’emozione vissuta prima di metterla su carta e trasmetterla al mondo. O ai quattro gatti che mi staranno leggendo ora per i quali, se anche così fosse, ne varrebbe comunque la pena.

Dicevo, è passato un po’ dalla serata musicale regalataci a Carrè, in provincia di Vicenza, dal buon Riccardo Sinigallia, il quale devo ammettere mi predispone molto bene fin da subito, quando entra in scena silenzioso e in pigiama (scusa Riccardo, non potevo non dirlo, e comunque non è una critica, giuro!) dopo l’apripista dei suoi compagni di concerto, la musa di sempre Laura Arzilli al basso/voce e Francesco Valente alle chitarre.

Riccardo Sinigallia - Parole a confine

Riccardo ha un grande dono: una scrittura mai banale e una voce che si piega totalmente alle sue emozioni. È un burro, un timbro bello, caldo, di quelli che ti riconciliano dopo una giornata difficile o semplicemente quando hai la luna storta. Questa sera i suoni al mixer di Maurizio Loffredo danno una spinta notevole alle doti di Sinigallia e al sound pieno creato assieme agli altri musicisti, e così una location semplice come una palestra di paese finisce per offrire un’acustica potente, perfetta per i crescendo di E Invece Io, Backliner e Dudù,  dove per inciso Riccardo decide pure di mettersi a ballare (credici, per noi costa grande fatica stare seduti e non farti compagnia!).

Riccardo Sinigallia - Parole a confine-3

Che strazio i concerti sulla seggiola, anche se il mood della serata si presta a questo e aiuta la testa a farsi pienamente coinvolgere: è lo stesso Sinigallia a spiegarci di come lui per primo si senta di fronte a una commissione d’esame, guardando tutti questi visi con le mascherine e distanziati. C’è tanta voglia di stare vicini, di guardarsi non solamente negli occhi, di riconoscersi. Riccardo vorrebbe che queste serate in musica fossero vissute dal suo pubblico come se si fosse in realtà a casa di qualcuno di noi, a condividere un momento di convivialità e amicizia. Mano a mano che i brani scorrono e il Nostro si scioglie (e immagino venga meno per lui l’effetto esame di maturità), questo suo desiderio si percepisce sempre di più, tanto da svelarci qualche aneddoto succoso, come il fatto che, a distanza di anni, ancora goda di brutto a cantare La Descrizione Di Un Attimo e sapere che quella determinata strofa (Mi hanno detto dei tuoi viaggi, mi hanno detto che stai male // Che sei diventata pazza ma io so che sei normale), osteggiata da tutti, alla fine lui ce l’abbia messa lo stesso.

Riccardo Sinigallia - Parole a confine-5

Il brano finale della serata è Una Rigenerazione (scritto con Filippo Gatti), che credo riassuma alla grande gli intenti dell’artista e di chi l’ha voluto in questa occasione. Mi ricollego allora per un attimo all’apertura e a quando Igor Brunello, tra gli organizzatori del Festival, ci racconta di come, durante il lockdown e nei mesi a seguire sembri esserci sia stata un’inversione nei sentimenti e nelle sensazioni delle persone: ci siamo prima lasciati cullare dal momento di pausa forzata, tra le mura domestiche, curandoci e riflettendo sulle nostre priorità e su quelle delle persone a noi care, auspicando ai migliori obiettivi una volta ripresa in mano la routine. Ma ci siamo poi inariditi volgendo tutte queste riflessioni in senso peggiorativo, diventando vanitosi ed egoisti rispetto al prossimo e alla comunità.

Iniziare con il curare l’anima, e poi finire invece solo ad annaffiare il proprio orticello.

Credo ci sia molto di vero in questa riflessione, ma sapete che vi dico? Diamo una svolta, ascoltiamo Riccardo:

L’avevi detto tu
Lasciamo entrare il sole
Seguendo dentro al palmo della mano un’altra immagine del nostro cuore
E sei ancora giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Una rigenerazione

Scaletta:
– Backliner
– Dudù
– Amici nel tempo
– Niente mi fa come mi fai tu
– Ciao cuore
– Figli delle stelle
– Bell’amore
– La descrizione di un attimo
– A cuor leggero
– Malamore
– Prima di andare via
– Le ragioni personali
– Una rigenerazione

Quando: Domenica 3 ottobre 2021

Dove: Festival “Parole a Confine” — Carrè, VI


Cristina Peruzzo

Le foto sono di Angela Ascari, le potete vedere tutte sulla pagina Facebook di Parole a Confine.