Intervista ai Queen of Saba

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Cronache dal Pianeta SaBa. Una deriva binaria ha preso il sopravvento su ogni aspetto della società: tutti i colori tranne il rosa e il blu sono stati eliminati dallo spettro, la musica è divisa soltanto in “classica” e “rock”, la popolazione viene modificata geneticamente perché si omologhi a due soli modelli possibili, Sa e Ba, femmina e maschio, 0 e 1. Ma una coppia di Sa e Ba si rifiuta di sottostare al sistema binario imposto, e progetta la fuga. A bordo della navicella spaziale la ricerca è frenetica: su quale pianeta Sa e Ba potranno far ascoltare la loro musica multigenere a più persone possibili? Riusciranno ad accendere la scintilla della rivoluzione? Prima tappa, Pianeta Terra.

Si presentano così i Queen of Saba, aka Sara Santi (Sa) e Lorenzo Battistel (Ba), duo veneziano la cui musica mescola elettronica, funk, raggae e RnB (e un botto di altra roba). Li abbiamo incontrati — a distanza, naturalmente — per qualche domanda.

Queen Of Saba - Sara Santi e Lorenzo Battistel

Ciao Queen of Saba! Iniziamo dalle basi: chi siete, cosa fate, cosa suonate?

Ciao! Siamo Sara e Lorenzo, abbiamo 23 e 26 anni e abbiamo solo due cose in comune: l’amore per la musica e l’amore per le ragazze. Sara ha studiato canto jazz al conservatorio e proviene da un background blues, soul e gospel, Lorenzo si è diplomato in percussioni classiche e ha suonato per anni con una band reggae e ska. Sul palco ci presentiamo così: Sara alla voce (e loop station), Lorenzo a tutto il resto.

Vi definite un “Elettro-Duo Astro-Veneziano con appendici cyborg e un voluminoso bagaglio emotivo”. Quando l’ho letto, non ho capito nulla, ma quando poi ho ascoltato la vostra musica, beh, ho realizzato che è una definizione perfetta! Come vi è venuta in mente?

Sara ha scritto questa definizione un po’ come scrive la maggior parte dei testi delle canzoni: da ubriaca. No, non è vero, è semplicemente il frutto di una nostra fantasia che ci vede come alieni fuggiti dal “Pianeta Saba” (ora sì che è meno strano, eh?) Sul Pianeta Saba la dittatura del binarismo impone a tutti gli abitanti solo due generi, non solo sessuali ma anche musicali! Noi rifiutiamo completamente questo modello, ed è per questo che siamo atterrati sulla Terra, con le nostre ingombranti appendici e il nostro ancora più ingombrante bagaglio di emozioni, sperando di accendere la scintilla di una rivoluzione intergalattica.

Avete pubblicato diversi singoli nell’ultimo anno e qualche giorno fa è uscito un nuovo pezzo, Origami. Prevedete anche la pubblicazione di un album?

Un anno fa abbiamo pubblicato il nostro primo singolo in inglese, e ora ci accingiamo a entrare in scivolata nella musica indie italiana contemporanea. Vogliamo prenderla alle caviglie e quindi no, non ci accontenteremo di un solo brano, sì, abbiamo moltissime idee per un album intero e non vediamo l’ora di registrarlo! Se tutto va bene, la prossima estate la passeremo chiusi in studio di registrazione.

queen-of-saba-origami

Siete in due ma avete un sound davvero pieno. Quando siete in studio o in sala prove che succede? Come nasce tutto?

Ci prendiamo a mazzate finché l’idea di uno dei due vince sull’altra! No, in realtà il processo creativo è la nostra parte preferita, non è mai uguale ma è ormai collaudato, ci ascoltiamo a vicenda, ci divertiamo da morire e abbiamo una sola regola: niente è troppo fuori di testa. Il suono che viene fuori è frutto di ore passate a cercare l’atmosfera più vicina al nostro paesaggio emotivo e a curare maniacalmente i dettagli. Testo e musica sono inscindibili perché il nostro lavoro come gruppo lo è! Non si può sapere dove comincia il contributo di uno e finisce quello dell’altro.

Vi ho scoperti e visti live al Punky Raggae Pub di San Zenone, TV (uno di quei posti che dovrebbe ricevere un premio per il solo fatto di esistere e per il fatto di far suonare ogni settimana band del territorio). Siete divertenti e talentuosi sul palco, complimenti. Riuscite a suonare spesso in giro?

Il Punky è un esempio bellissimo di quelle realtà che si interessano e si curano degli artisti emergenti, particolarmente bistrattati e ignorati sia nei canali mainstream che nell’industria dei live, perché “la musica originale non porta pubblico”. Crediamo di aver sfatato questo mito in tutte le occasioni in cui ci siamo esibiti! Purtroppo il nostro tour di marzo, con 15 date fra Veneto e Friuli, è stato cancellato per ovvie ragioni. Non vediamo l’ora di tornare a suonare perché 1) lo adoriamo, 2) abbiamo preparato uno show super.

Miglior concerto di sempre? Suonato e visto.

Siamo convinti che il nostro miglior concerto suonato non sia ancora avvenuto (occhiolino), ma se dovessimo scegliere fra tutte le bellissime esperienze di questo anno passato, nomineremmo non un grande palco, ma il terrazzino dei nostri amici di Venezia. Lì abbiamo tenuto il release party del nostro primo singolo Sliver, un concerto fra pochi, con jam session finale, cori e grida fino a notte fonda. Quello è stato il momento in cui abbiamo capito che non eravamo gli unici a credere nel nostro progetto!
Miglior concerto visto per Sara: un concerto di Flamenco al Jazz Café di Londra nel 2018, con tanto di ballerino, indimenticabile. Per Lorenzo: il concerto della New York Ska-Jazz Ensemble allo Sherwood Festival, un’intesa unica, solo di chi suona insieme da anni e ancora si diverte un mondo.

Domanda importantissima: Lorenzo dove ha trovato la maglietta con le foglie brillanti che indossa durante i live?

A domanda importantissima, adeguata risposta! Dobbiamo ringraziare la meravigliosa Fiorella, che gestisce il suo negozio/gallery in Campo Santo Stefano a Venezia, famosissimo perché c’è sempre almeno un manichino che mostra il culo. Lei è un’artista storica, protagonista di una Venezia fuori dagli schemi, politica, impenitente, che noi non abbiamo mai nemmeno conosciuto. Le siamo estremamente grati per averci regalato un pezzo della sua arte.

Qui potete ascoltare Origami, il nuovo pezzo dei Queen of Saba.


Enrico Grando