Brusa Betlemme – Ricky Bizzarro

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Per più di un anno non ho scritto nulla qui su Dirty Little Review. Impegni, figli, vita, meno musica ascoltata e (soprattutto) pigrizia crescente non hanno aiutato. Tra i deboli propositi di inizio anno, se ancora ha senso farli, c’è però anche quello di riprendere in mano alcune cose a cui tengo.

Cercavo uno stimolo, ed è arrivato la sera dello scorso 6 gennaio, giusto l’ultimo giorno di due settimane di vacanza. Ricky Bizzarro, anima e cuore dei Radiofiera, ha pubblicato la sua prima canzone come solista: Brusa Betlemme. Una vera botta per me, ne avevo assoluto bisogno.

Sono nato e cresciuto in una cittadina di quello che Vasco Brondi chiamava “Profondo Veneto” e di certo, in fatto di cultura e mentalità generale, non ne sono mai andato particolarmente orgoglioso. C’è una parte di cultura veneta che però mi ha sempre attratto e che in qualche modo amo. In risposta a un bigottismo radicato, esiste una controcultura di valore: libri, teatro, cinema (il recente successo de “Le città di pianura” è un esempio virtuoso di ciò che intendo), con interpreti e autori come Massimo Carlotto, Vitaliano Trevisan, Andrea Pennacchi, Andrea Segre, e soprattutto molta, molta musica (qui su DLR ne ho scritto parecchio in passato). Di questa musica Ricky Bizzarro e suoi Radiofiera sono stati tra i protagonisti principali, da almeno 2 decenni. E poi c’è ‘sto dialetto, che spesso parlo anch’io, anche se impastato da influenze trentine: aspro, rude, tutt’altro che orecchiabile, che solo pochi sanno fare “suonare” bene. È indubbio che Bizzarro sia tra questi pochi.

In questa nuova canzone, la prima pubblicata come solita (ma nella produzione c’è molto dei Radiofiera), Bizzarro parla di guerre, di religioni, di Palestina e Cisgiordania: di Betlemme, appunto.

Anche il video, che potete vedere qui sotto, nasce da un’idea di Ricky Bizzarro, che poi ha dato in mano al regista Mauro Lovisetto. C’è un presepe che brucia, e i protagonisti sono tutti contemporanei, osservatori indifferenti della distruzione in corso. Bizzarro ha il viso truccato e un cappello a tesa larga. Immagino (mi piace pensarlo) sia un omaggio a Bob Dylan.

Nel video potete leggere il testo in italiano, in inglese, in arabo e in cinese. Manca però il dialetto veneto, lo metto qui sotto.

Brusa Betlemme – Ricky Bizzarro
Dischi Soviet Studio, 2026

Brusa Betlemme
brusa el mondo intiero
qua xé un presepe
eà xé un cimitero

Giornai che scrive in grando
“Cristo xé morto de fredo!”
giornai busieri
tanto no ghe credo

Giura che,
giura che no te sì straniero
che qua a raxa xé raxa
no misiemo el bianco e el nero

Qua e uniche robe
bone da misiar
xé el vin col Campari 
e a pignata del magnar

Nati par sbaglio
deà de chel confine
nati coa colpa de essar
nati tra e rovine
Chissà se mai ghe sarà na fine

A storia non insegna
el mona non impara
che in guera quei che more
no i xé quri che la dichiara

E n’altra roba dixe i veci
che xé altrettanto vera
che schei, Dio e tera
ciama sangue, ciama guera

Giura che,
giura che no te gà tradio
a to bandiera, a to fameja
giura che te gà capio

Eà ghe xé mare
che pianse sora e tombe 
qua el P.I.L. se move
soeo se vendemo bombe

Nati par sbaglio
deà de chel confine
nati coa colpa de essar
nati tra e rovine
chissà se mai ghe sarà na fine

Sora e case, sora e teste
sciopa e stee
sotto e piere, sotto el fango
dorme e putee

Nati par sbaglio
deà de chel confine
nati coa colpa de essar
nati tra e rovine
chissà se mai ghe sarà na fine.


Enrico Grando