Soundgarden @ Castello Scaligero – Villafranca di Verona, 2 luglio 2014

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Soundgarden - Villafranca di Verona - 2014We are the Soundgarden and we have missed you.

Sono le prime parole che Chris Cornell pronuncia a Verona dopo l’apertura del concerto con Searching With My Good Eye Closed.

Anche loro sono mancati a noi, e parecchio a giudicare dal pubblico di questa sera. Dopo lo scioglimento del ’97, i Soundgarden si sono rimessi a fare musica insieme nel 2010. Io sono tra quelli a cui le reunion dei grandi gruppi del passato non fanno di certo impazzire, ma per chi ha avuto la sfiga anagrafica di nascere nel decennio sbagliato, sono le uniche occasioni per vedere mostri sacri della musica di nuovo dal vivo. Sono sempre più sicuro di essere nato con circa 15 anni di ritardo, non mi resta quindi che convincere gli amici (non è stato nemmeno troppo difficile) e cercare di recuperare.

Castello Scaligero di Villafranca di Verona: gran bella location, nulla da dire. Ad aprire il concerto ci sono i Wolfmother, che già da soli valgono il prezzo del biglietto. Sono fighi loro, 70’s più che mai, al limite dell’anacronismo, ma i volumi sono decisamente troppo bassi. È la triste sorte degli opening act, si tiene tutto più tranquillo per dare maggior risalto agli headliner.

Beh, direi che ce l’hanno fatta! Quando tocca ai Soundgarden, l’impianto è un volume pazzesco. Finalmente. Dicevo, Cornell e soci partono a bomba con i grandi classici: subito Searching With My Good Eye Closed, Spoonman, Flower, Outshined Black Hole Sun (questa poco valorizzata) una dietro l’altra. Tutto il pubblico è carichissimo e dal palco non deludono nessuna aspettativa. Alla batteria non c’è Matt Cameron, è impegnato in tour con i Pearl Jam, al suo posto un altro Matt, Chamberlain, tra le mille cose, ex membro dei PJ.

20 anni fa usciva Superunknown, tra i migliori album grunge di sempre, e i Soundgarden gli rendono onore suonandolo quasi per intero.

Soundgarden - Vietato pogare - Live NationKim Thayil si dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, un grande chitarrista e Chris Cornell non è certo da meno. Magari non ha più la voce di 20 anni fa, ma resta pur sempre Chris Cornell. In mezzo a tutto ciò, un sacco di braccia alzate e un bel po’ di sano pogo, nonostante i cartelli (ridicoli vista l’occasione) esposti da Live Nation. Noi, nel dubbio, dove vedavamo gente spintonarsi con il sorriso sulle labbra, ci buttavamo senza pensarci due volte.

È il classico concerto grunge: si urla, si salta, si poga, si beve birra, si fuma e ci si diverte. Sul palco il gruppo suona un pezzo dietro l’altro a volumi altissimi. Tutto nella norma quindi, fino all’ultimissimo pezzo, quando tutto d’un tratto Ben Shepherd inizia ad agitarsi e fare la rock star. Spinge a forza di calci le casse spia giù dal palco, butta a terra l’amplificatore da un sacco di Euro e chiude in bellezza regalando il basso a un fottutissimo e fortunatissimo tizio in prima fila.

Mi ripeto, sono nato 15 anni in ritardo.

 

Quando: Mercoledì 2 luglio 2014

Dove: Castello Scaligero – Villafranca di Verona. Un concerto all’interno delle mura di un castello non può che essere stupendo.

Scaletta:
– Searching With My Good Eye Closed
– Spoonman
– Flower
– Outshined
– Black Hole Sun
– Jesus Christ Pose
– Blood On The Valley Floor
– Been Away Too Long
– The Day I Tried To Live
– My Wave
– Superunknown
– Blow Up The Outside World
– Fell On The Black Days
– A Thousand Days Before
– Burden In My Hand
– Rusty Cage
– 4th Of July
Bis
– Let Me Drown
– Beyond The Wheel


Enrico Grando