Dirty Little 2018. I migliori dischi di questo maledetto anno.

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Giusto il tempo di digerire il panettone ed ecco la lista dei nostri album preferiti del 2018, quelli che abbiamo amato e consumato.
Tre dischi a testa, i migliori per ognuno di noi di Dirty Little Review.

ENRICO

1. Jack White – Boarding House Reach
Il vecchio Jack non sbaglia un colpo. Ho letteralmente consumato Boarding House Reach a inizio anno. Ora dobbiamo solo aspettare il nuovo lavoro dei suoi Raconteurs!

Jack White - Boarding Hosue Reach

2. Giorgio Canali & Rossofuoco – Undici canzoni di merda con la pioggia dentro
3. Low – Double Negative
Altri splendidi album: Calibro 35 (Decade), Dunk (Dunk), Eels (The Deconstruction), TBH (DarkWaters), Nu Guinea (Nuova Napoli).

OLIMPIA

1. Random Recipe – Distractions
Distractions è il cd che ho inserito nel lettore il 18 ottobre e da quel giorno non l’ho tolto più: è la musica giusta per fare le pulizie, per un pranzo con gli amici, per affrontare un ricovero con la gamba ingessata e le iniezioni di eparina.

Random Recipe - Distractions

2. Jain – Souldier
Una miscela tra il sound poliziesco della Pantera Rosa e i ritmi freschi della Sirenetta. In versione afro. Anche se Jain è francese.

Menzioni speciali a Dutch Nazari (Ce lo chiede l’Europa), Tune Yards (I can feel you creep into my private life), Against All Logic (2012-2017), Colle Der Fomento (Adversus) e sì, pure a Jesse The Faccio (I soldi per New York) do la coccarda, il suo live al Sofar mi ha divertito molto.

ANDREA

1. Giorgio Canali & Rossofuoco – Undici canzoni di merda con la pioggia dentro
La prova provata che in un panorama musicale dove spesso è più importante apparire e proporre il nulla, le badilate in piena faccia del buon Giorgio sono sempre puro godimento.

Giorgio Canali - Undici canzoni di merda con la pioggia dentro

2. A Perfect Circle – Eat the Elephant
Non mi sarei mai aspettato un cambio di rotta del genere da parte del gruppo, ma apprezzo quando viene fatto, specialmente con ottimi risultati come questo.

3. Greta Van Fleet – Anthem Of The Peaceful Army
Sono pronto ad aspettarmi vagonate di merda per questa scelta, ma la cosa non mi tange. Cloni dei Led Zeppelin? Sì. Originali? Manco per il cazzo. Simpatici? A pelle, direi più o meno come una spinta al buio. Ma che piaccia o meno sanno suonare, e le canzoni funzionano. Ascoltare per credere.

ELEONORA

1 – Eels – The Deconstruction

Eels - The Deconstruction

2 – Sherpa – Tigris & Euphrates
3 – Bud Spencer Blues Explosion – Vivi Muori Blues Ripeti
Menzioni speciali: Low (Double Negative), A Perfect Circle (Eat The Elephant)

MIRCO

1. Tom Misch – Geography
I suoni super puliti, i lick di chitarra, i rullanti in ritardo, credo di essere una groupie ormai… HipHop/Jazz/Disco/Funk/Soul: c’è tutto, ed è tutto splendido.

Tom Misch - Geography

2. August Greene – August Greene
3. Snazzback – Hedge

NICOLA

1. Tirzah – Devotion
Devotion, scritto a quattro mani con Mica Levi, è il debutto concreto di Tirzah. Si districa fra tracce ipnotiche, rilassanti e testi semplici ma profondi. L’intimità delle atmosfere create è a tratti sconcertante, e raggiunge il picco con Affection. Il tutto è saturo d’amore (perduto). Non fermatevi al primo ascolto, peccatori!

Tirzah - Devotion

2. Shame – Songs of praise
La diffidenza che scatta dentro di me quando vedo band giovanissime presentarsi sulla scena è di dimensioni epiche, in particolar modo se i soggetti si pongono con la classica faccia tipica della fase brufolosa: “nonmenefregauncazzodinessuno” (lattina di birra e sigaretta obbligatorie). Ma è giusto dare una possibilità anche al più (presunto) stronzo, altrimenti lo stronzo diventi automaticamente tu. Disco grezzo, ruvido, gracchiante, punk.

3. The KVB – Only now forever
Il duo londinese (assolutamente da vedere live per l’atmosfera creata dalle proiezioni) torna con un disco dal titolo curioso, che richiama con un ossimoro una dilatazione temporale. Terreni dark-wave algidi e distaccati, riscaldati ogni tanto da qualche buona schitarrata.

JACOPO

1. James Bay – Electric Light

James Bay - Electric Light

2. Jack White – Boarding House Reach
3. Greta Van Fleet – Anthem Of The Peaceful Army

SAMUELE

1. Giorgio Canali – Undici canzoni di merda con la pioggia dentro
Il Rock non è morto!
Lunga vita al Re!

2. Iacampo – Fructus
La cosa più interessante che mi sia capitata per le mani quest’anno.

Iacampo Fructus

3. Jack White – Boarding House Reach
Il ragazzo dà sempre grosse soddisfazioni.

MUSKIO

1. Tom Misch – Geography
2. James Bay – Electric Light
3. Arctic Monkey – Tranquility Base Hotel + Casino

Arctic Monkey - Tranquillity Base

GIOVANNI

1. Yves Tumor – Safe In The Hands Of Love
Sperimentazioni più che riuscite rispecchiano a pieno la personalità polivalente dell’artista. Disco surreale.

Yves Tumos - Safe in the hands of love

2. IDLES – Joy As An Act Of Resistance
3. Pusha T – DAYTONA


Enrico Grando
La splendida illustrazione in copertina all’articolo è di Giovanni Scalabrin.

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Spendo ancora molti soldi per comprare dischi. Non per scelta etica. Penso solo che ascoltare un pezzo dal suo album originale, magari sfogliandone il booklet, lo valorizzi di più. E poi una ricca collezione di dischi fa sempre la sua porca figura. In Dirty Little Review provo a dare il mio giudizio su dischi e concerti. Chi non sa fare, critica.