Bisogna che io sia presente: Dunk + Riccardo Tesio @ Latteria Molloy

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Venerdì sera, usciti dalla nebbia che circonda il lago di Garda, svolta a Brescia e parcheggio dietro la Latteria Molloy, spazio ampio e bellissimo, bancone gigante, una zona ristoro al primo piano ed un cortile dove si respira un’atmosfera accogliente e tranquilla.

La serata comincia con Pietro Alessando Alosi (Il Pan del Diavolo), sul palco a presentare il suo nuovo progetto solista: brani più intimi e “tranquilli” di quelli del duo di Folkrockaboom presente comunque in scaletta , suonati in trio acustico (due chitarre e pianoforte), molto piacevoli e meritevoli di essere riascoltati. Brano tenuto in coda al concerto, 1985, un omaggio all’anno di nascita e forse un manifesto personale / generazionale:

“…1985 un sorriso in un’anima triste”.

Dunk Latteria Molloy

Poi è successo quello che non mi succedeva da un po’ ad un concerto. Ad un certo punto ho pianto. A riconfermare il forte impatto dei Dunk sul mio sistema nervoso ed emotivo, è bastata Ballata 1 ascoltata dal vivo. La bellezza sta nel testo (riadattamento di Michele Beltrami da Samuel Beckett), interpretato e sentito, più che semplicemente cantato, da Ettore Giuradei e dalla scelta di lasciare che la musica sia un lento e semplice accompagnamento, una ballata malinconica, ma talmente perfetta da arrivare al centro di un gavettone di lacrime, per concludersi con una parte strumentale in crescendo, che regala una piacevole ripresa dalla commozione precedente. Catartico. Silenzioso. Buono.

L’alternanza di canzoni movimentate (Avevo voglia, È Altro, Stradina), ai brani più lenti (Mila, Ballata 1, Intermezzo) è stato un azzeccatissimo connubio letale, impreziosito dalla cover accelerata di Subterranean Homesick Alien.

I suoni di Riccardo Tesio hanno arricchito e impreziosito un gruppo già di per sè altissimo: precisi nell’esecuzione, energici, ben mescolati e di forte impatto. Un gruppo riuscitissimo e coinvolgente in cui convergono, forse, due differenti approcci: intima e sentita la parte dei fratelli Giuradei, sobri e pacati, simile forse alla timida ma incontenibile energia di Luca Ferrari e un approccio più virtuosistico e viscerale, quasi egocentrico, quello di Pipitone. Ma forse è solo questione di caratteri, personalità e modi di esprimersi. Il connubio è vincente.

Dunk liveLuca Ferrari Dunk

Ho ballato, ho saltato, ho sudato, ho riso e ho pianto. Bellissimo. Al prossimo concerto.

Quando: Venerdì 9 novembre 2018

Dove: Latteria Molloy, Brescia


Eleonora Morassut

Le foto dei Dunk sono di Michele Piazza.