Lo Strano Frutto

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Esiste un istinto in ognuno di noi che ci spinge a fare ciò di cui abbiamo bisogno, ci spinge a mostrare la nostra faccia più pura. Chi corre, chi dipinge, chi suona, chi si butta in mezzo alla folla a un concerto. Mai solo per l’esibizione di un talento fine a se stessa, ma sempre e solo per bisogno.

L’istinto di Enrico Teno Cappozzo è chiarissimo: suonare. Di getto. Come se note e parole fossero un tesoro da esibire il prima possibile.

Lo fa da anni, sempre a modo suo, con una splendida coerenza, prima con iMelt, poi con i Muleta, ora da solista (ma non da solo), con il moniker Lo Strano Frutto. Dopo una prima prova generale con l’EP Mi innamoravo di tutto quello che cadeva dal terzo piano, ora è finalmente uscito per Dischi Soviet Studio il primo disco self-titled. Cinque pezzi solamente, quanto basta a Teno per soddisfare quel suo magnifico istinto.

Lo Strano Frutto

Ho visto Teno suonare dal vivo non so quante volte, e quasi sempre lo fa con una formazione diversa. L’unica certezza e costante è il sax tenore di Michele Mercuri, sempre al suo fianco e protagonista — oltre che co-produttore assieme a Teno stesso — anche nel nuovo disco. In compagnia del magic duo, nell’album ci sono le chitarre di Nicola Traversa e la splendida batteria di Gioele Pagliaccia.

È un disco viscerale, che si apre con il fantastico sax di Mercuri, quasi urlato, che accompagnerà poi la voce e le melodie di Teno in tutti i pezzi. La naturalezza e l’attitudine “buona la prima” sarà sempre il marchio di fabbrica de Lo Strano Frutto, ma rispetto al precedente lavoro, nel nuovo disco c’è più pulizia, più ordine di suono, grazie anche alle ottime registrazioni dello Studio 2 di Padova.

Lo Strano Frutto Teno

Teno sottolinea sempre la sua vena punk, ma in verità nella sua musica c’è molto di più. Mi ricorda spesso i grandi cantautori, Rino Gaetano su tutti nel pezzo migliore del disco, Sogni Di Gloria. Se chiudo gli mentre ascolto il disco, vedo chiaramente un quadro espressionista raccontato e dipinto in prima persona da Lo Strano Frutto, dove racconta il suo mondo, la sua realtà.

Il nostro Teno ha sempre risposto al suo bisogno di suonare e di svuotare sul mondo il mondo che ha in testa. Tutto questo, gli riesce sempre incredibilmente bene.

Come ascoltarlo: In auto, bloccati nel traffico andando a lavoro, ma con i pensieri proiettati alle vacanze che prima o poi riuscirai a fare.

Pezzoni: Sogni di Gloria, Credo Pretendo Sono

Anno: 2019


Enrico Grando