Ciao Elisabetta.

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Quando muore qualche artista che ci piace, riempiamo i social di tributi e omaggi, spesso diventando patetici agli occhi di chi non condivide la stessa passione. Ma i musicisti che amiamo sono in qualche modo parte di noi, ed è giusto quindi salutarli e omaggiarli se questo ci fa stare meglio, anche solo per il tempo di un inutile post.

A me è successo qualche settimana fa, alla notizia della morte di Elisabetta Imelio. Sarò onesto, ci ho messo un po’ a decidere di scrivere qualcosa in proposito. Mi sono intristito davvero molto pensando a lei, alla sua carriera, a quante cose splendide ha fatto con i Prozac+ prima e (soprattutto) con i Sick Tamburo poi. Lei, Gian Maria e la loro musica sono stati più volte la colonna sonora di una delle cose più belle che mi stanno succedendo.

Elisabetta Imelio Sick Tamburo

Con ogni live, con ogni disco hanno costantemente alzato l’asticella dell’alternative italiano. Tra i vari pezzi splendidi, qualche anno fa GM aveva scritto, solo perché l’ascoltasse Elisabetta, La Fine Della Chemio, uno dei pochi (tre al massimo) pezzi che davvero riescono a commuovermi. La malattia sembrava ormai solo un brutto ricordo, esorcizzato da tour e concerti a livelli altissimi. Invece no, Elisabetta non c’è più davvero.

Continuiamo ad ascoltare i Prozac e i Sick, continuiamo a condividere ricordi belli, continuiamo a ricordare Elisabetta.


Enrico Grando
La qualità della foto è terribile, ma è la testimonianza di una magnifica serata.