Morrissey live @ Gran Teatro Geox – Padova, 22 ottobre 2014

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Morrissey live a Padova- Gran Teatro GeoxNon sono mai stato un grande amante degli anni ’80, la mia adolescenza è stata segnata musicalmente parlando dai Nirvana et similia, avevo i capelli lunghi e spesso puzzavo, non ho mai messo il gel (ma ho perso i capelli lo stesso!) e ho fatto tutte queste cose un po’ grunge. Poi mio zio mi ha passato qualche disco dei Led Zeppelin e ho iniziato ad amare i ’60 e ’70. Insomma, ho saltato a pie’ pari il decennio patinato.

L’ho scoperto più avanti, quando ad una festa di laurea un tizio ha messo su un pezzo dei The Smiths. Boom! Ma allora qualcosa di buono allora c’è stato negli Eighties. E anche parecchio.

Gli Smiths hanno suonato insieme solo 6 anni, dall’82 all’87. Poi hanno scazzato, Johnny Marr si è stancato, ha lasciato il gruppo ed è finito tutto. Andy Rourke (basso) e Mike Joyce (batteria) hanno fatto ben poco dopo lo scioglimento, concentrandosi di più sul fare causa agli altri due per questioni di royalties, mentre Marr e soprattutto Morrissey hanno continuato a fare grande musica (ok, a parte l’ultimo disco di Marr che lascia parecchio a desiderare, vedi qui).

Quando un gruppo che segna la storia della musica si scioglie, solitamente i componenti tendono a vivere di rendita, ma Steven Patrick Morrissey (il nome completo) ha portato avanti una carriera solista di tutto rispetto, con un po’ di alti e bassi, chiaro, ma dopo quasi 30 anni di post-Smiths, continua a fare gran musica. L’ultimo disco, World Peace Is None of Your Business, è secondo me tra i migliori album del 2014.

Mercoledì 22 ottobre Morrissey era a Padova, al Gran Teatro Geox pessimo posto per i concerti, continuerò a dirlo. Secondo il biglietto (costosissimo, mortacci di TicketOne!) il concerto inizia alle 20. Alle 20?! Sticazzi, prima no? Va beh, tocca fare un po’ le corse. Fila chilometrica al freddo per entrare e ovviamente, prima delle 21.30 non inizia nulla. Sempre sul biglietto, era segnata la presenza di uno special guest, ma di special guest nemmeno l’ombra (mortacci di TicketOne di nuovo!) e bisogna quindi aspettare. È bello comunque vedere la gente che viene a sentire Morrissey: dagli sbarbatelli che lo hanno scoperto tardi (vedi me) ai nostalgici amanti dei primi Smiths. Luci spente e sul telo davanti al palco viene proiettato un video dei Ramones durante un loro live. Boh, per quanto li stimi, fatico a capirne il senso. Poi via, ancora video di Nico, Charles Aznavour, un Brian Eno irroconoscibile, immagini di corride e di festeggiamenti per la morte di Margaret Thatcher: un mega riassunto di tutto ciò che influenza e ispira il Moz.

Il telo è lasciato cadere e parte Hand in Glove. Morrissey sembra essere in splendida forma, in jeans e camicia nera e verde. È padrone assoluto del palco e basta un suo gesto con le mani per accendere il pubblico. La voce è quella di sempre, riconoscibile tra mille e capace di riempire da sola tutto il palazzetto. Naturalmente si circonda di musicisti coi controcazzi, che ormai lo seguono da diverso tempo: il vecchio Boz Boozer, Jesse Tobias (che per un brevissimo tempo ha sostituito John Frusciante nei RHCP), Solomon e Matt Walker, ma soprattutto Gustavo Manzur, polistrumentista pazzesco, che passa senza alcun problema dalle tastiere alla tromba, dall’armonica alla voce e capace anche di sparare un’assolo di chitarra flamenco da fare invidia a Paco De Lucia (ok, magari non proprio, ma rende l’idea). Nel live di Padova, Morrissey suona soprattutto pezzi dall’ultimo disco, com’è giusto che sia. Per quanto ami gli Smiths, ascoltare i tributi mi mette sempre un po’ di tristezza. Del vecchio gruppo fa solo un paio di canzoni, Hand in Glove Meat Is Murder, più che doveroso per il pubblico.

Morrissey live a Padova- Gran Teatro GeoxIl Moz è un treno, sul palco non si ferma nemmeno un attimo, se non per bere ogni tanto. “I need to drink some acqua when i sing, because I’m very feeble and.. you know the rest” è un chiaro riferimento alle recenti dichiarazioni sul cancro. C’ha la scorza bella dura però, lo dimostra durante il live e lo diceva anche in un suo pezzo: “Irish blood English heart, this I’m made of. There is no one on earth I’m afraid of”. A fine concerto Morrissey rientra per un bis velocissimo, giusto un perfetto saluto con One Day Goodbye Will Be Farewell, chiusa in bellezza con tanto di camicia strappata e lanciata al pubblico.

È un concerto decisamente vegetariano. Morrissey vieta addirittura all’organizzazione di vendere carne nei bar del palazzetto e durante la fantastica Meat Is Murder proietta immagini di sgozzamenti di animali nei macelli. Mah, forse ha un po’ esagerato, non so se creare un clima di terrore sia la soluzione migliore per sensibilizzare la gente sulla questione.

Il rischio è che dopo il concerto restino più in mente le immagini dei massacri animali che la musica. Per fortuna al risveglio la mattina dopo ho in mente solo Everyday Is Like Sunday e la stupenda voce del Moz. Ho anche un gran mal di testa, ma forse questo è per colpa delle birre, del Fernet e dello Jägermeister. O del panino con affettati misti che ho mangiato prima del concerto.

 

Quando: Mercoledì 22 ottobre 2014

Dove: Padova – Gran Teatro Geox. Non mi piace, non mi stancherò mai di dirlo. Atmosfera fredda, acustica pessima, odore di pop-corn e prezzi del bar alle stelle.

Scaletta:
– Hand in Glove
– Everyday Is Like Sunday
– Kiss Me a Lot
– Speedway
– One of Our Own
– I’m Throwing My Arms Around Paris
– World Peace Is None of Your Business
– You Have Killed Me
– Kick the Bride Down the Aisle
– Trouble Loves Me
– The Bullfighter Dies
– Istanbul
– Staircase at the University
– I’m Not a Man
– Meat Is Murder
Bis
– One Day Goodbye Will Be Farewell

Le foto le ho rubate dal sito dello Zed! Entertainment. Spero non se la prendano, ma per quello che fanno pagare biglietti e parcheggio possono anche lasciarmi un paio di foto.


Enrico Grando