Il dramma del lunedì – Le 5 canzoni per la felicità settimanale

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C’è un enorme problema che da sempre affligge l’umanità, un dramma che si perpetua dai tempi di Lucy l’australopiteca e che nessuno – dico nessuno, oh! – è mai riuscito a risolvere.

Ecco, ‘sta cosa proprio non mi va giù: com’è che abbiamo debellato il vaiolo, abbiamo sconfitto tutti i mostri dei Power Ranger e siamo sopravvissuti a numerosi discorsi di Razzi, ma non abbiamo ancora trovato una soluzione alla depressione del lunedì mattina?? Le ho provate tutte e ormai da veterana dei rimedi fai-da-te posso dirvi che solo due cose riescono ad alleviare il dolore da inizio settimana: i fumetti di Zerocalcare e la musica. Sì, vabbè, poi ci sarebbero un paio di altre robette, ma si va a finire nell’illegalità o nella pornografia, quindi sorvoliamo.

Tune-Yards

E insomma eccomi qua a parlarvi delle 5 canzoni che ho scelto per oggi e che lotteranno per la mia (e spero anche un po’ vostra) felicità settimanale:

#1 tUnE-yArDs – Bizness

Singolo d’esordio dell’album W H O K I L L, Bizness è follia, un carnevale di colori, energia. È così che voglio iniziare la mia settimana, con delay vocali, ritmi sincopati, l’ukulele e una voce quasi afro, a tratti estremamente dolce e a volte, invece, ruvida come non mai. Merrill Garbus, genio della versatilità che ha fondato questo progetto da sola 5 anni fa, sa sempre come sorprendermi; ascolto le sue 4AD session con un sorriso ebete e le orecchie tese verso l’amplificatore, curiosa di sapere se il prossimo pezzo mi catapulterà in una festa subsahariana o in un pub funky in Nord America.
Segnatevi in agenda l’8 novembre, Locomotiv Club, Bologna. Ci vediamo lì!

#2 Thom Yorke – Skip divided (Modeselektor remix)

Solitamente preferisco le canzoni originali ai remix, ma in questo caso non posso che sciogliermi davanti a un connubio perfetto tra Thom Yorke, frontman dei Radiohead, e i Modeselektor, duo berlinese di musica elettronica. La canzone che vi propongo fa parte dell’album The Eraser Rmxs, pubblicato da Yorke nel 2008: qui artisti come Burial e Four Tet [wow!] aggiungono un taste elettronico alle canzoni che Yorke aveva prodotto da solista due anni prima… inutile dirvi che è stato un successone. Caro Thom, non ne sbagli una!

#3 RJD2 – Ghostwriter

Per questa settimana il colonnello Giuliacci prevede giornate decisamente fresche ma soleggiate, quindi, cari amici amanti della natura, bardatevi per bene, mettetevi in sella e fatevi un bel giro in bicicletta. Come colonna sonora per le vostre pedalate vi consiglio RJD2, ovvero Ramble John Krohn, musicista statunitense che nei suoi pezzi gioca con melodie intimiste, groove funky beat, hip hop, intermezzi elettronici e tanto altro. Sound perfetto per momenti all’insegna della spensieratezza.

#4 – Skrillex – Bangarang

Sì, sì, lo so, qui gli animi musicalmente sensibili non appena letto il nome Skrillex si saranno armati a dovere: in una mano statuina di Bruce Springsteen benedetta dal suo stesso sudore, nell’altra crocifisso toccato (per sbaglio) da Tony Hadley durante un concerto del 1983. Pronti per l’esorcismo.
Me ne rendo conto, per carità, Skrillex in alcuni momenti riesce a raggiungere dei tassi di tamarraggine che manco Floriana del Grande Fratello, però devo ammetterlo, quando sento i drop di Bangarang io mi scateno, mi verrebbe da vestirmi da black bloc e saltare senza sosta sul letto dei miei genitori. Roba da gangster rimasti fermi al periodo pre-puberale. Eppure mi piace.

#5 Apparat – Arcadia

Concludo la mia playlist con Apparat, amicone di Modeselektor nonché autore della colonna sonora de Il giovane favoloso, film di Mario Martone basato interamente sulla vita di Leopardi. Esperimento interessante quello di unire le poesie del caro Giacomo e il background ottocentesco alla musica elettronica, peccato però che i sound di Sasha Ring in questo azzardo anacronistico non abbiano avuto il peso che meritavano, fortuna che c’è la Olli a dargli spazio!
Amici, godetevi Arcadia (brano del 2007) e fate il carico di energia per la settimana.
Che il naufragar vi sia dolce in questo mare.


Olimpia Schiavon