Ben Harper live @ Gran Teatro Geox – Padova, 9 maggio 2014

0
754

Ben Harper concerto Padova 2014Welcome to the cruel world
Hope you find your way.

Con le prime parole pronunciate lo scorso 9 maggio a Padova, Ben Harper lascia subito intendere al pubblico le intenzioni del live: sarà un concerto in cui ripercorrerà una carriera di più di 20 di musica pazzesca. Puntualissimo, alle 21.40 è sul palco e dopo la solita intro strumentale, parte con Welcome to the Cruel World, un pezzo del primo album pubblicato nel ’94. La versione con solo Weissenborn e voce è da pelle d’oca. E poi via, a testa bassa a suonare senza (quasi) mai fermarsi. Sul palco Ben c’ha già sei chitarre, acustiche e Weissenborn, e due pianoforti (sticazzi!), ma il tizio dello stage crew continua a portagli altri strumenti.

I pezzi strumentali tra una canzone e l’altra sono pazzeschi. Mi piace quel suo modo di abbracciare la chitarra quasi come un principiante, il vecchio Ben è capace di riempire tutto il Gran Teatro Geox con una nota sola. Va beh, commenti di stile a parte, suona di tutto, dai primi pezzi ai più recenti, un po’ come in un disco di greatest hist. Una cosa però mi sta sempre sulle palle ai suoi concerti: sembra che il pubblico si accenda solo quando sente il sol-mi-re-si-la-sol-mi-sol di Diamonds on the Inside, che chiaro, è un gran bel pezzo, ma Ben Harper ha fatto anche altro! E una delle migliori cose di questo altro che ha fatto è Excuse me Mr. La suona, e son contento. I’ve seen enough to know that I’ve seen too much, dice, ma il testo di questo pezzo resta purtroppo sempre attualissimo.

Poi via di grandi classici, Fight outta you, Please bleed, She’s only happy in the sun, Another lonely day. Leggendo i titoli della scaletta, potrebbe sembrare un live tristissimo. Invece no, Ben Harper quando si esibisce è felice come nessuno, è sul palco davanti a migliaia di persone, ma suona come fosse in camera sua. Forse anche un po’ troppo onestamente, qualche parola qua e là tra un pezzo e l’altro potrebbe anche dirla, tipo un “Ciao mettiquiilnomedellacittà” che piace sempre un sacco a tutti.

Ogni tanto si siede al piano, ma non è sicuramente il massimo, Ben Harper è nato con la chitarra in mano (cit.) e si è ritrovato con una voce niente male. In Don’t give up on me now si allontana dal microfono e fa sentire come sa cantare. Il pubblico di fronte (me compreso) ascolta, in un silenzio assoluto e con la bocca aperta. Il teatro è bello grande, ma non c’è rumore, si sente solamente la chitarra, la voce in lontananza e qualche scatto dei fotografi ogni tanto.

Ben Harper Ellen Harper by Mellisa Nicholson - concerto Padova 2014Quando esce dal palco prima dal bis, iniziano a montare sul palco altri microfoni. È un chiaro segnale: c’è anche la mamma! Insieme fanno 3 pezzi di Childhood Home, il loro nuovo disco. C’è una bella atmosfera, la signora Ellen è piena di orgoglio per il figlioletto. Va beh, forse i pezzi sono un po’ troppo folk per i miei gusti, ma sicuramente è un’ottima musicista anche lei. Solo avrei tanto sperato che suonassero insieme Burn one down!

Farà tre bis alla fine, dopo il primo con la madre, nel secondo spara tutti insieme alcune tra i suoi pezzi migliori: Amen Omen, Walk away, con il pubblico che sussurra assieme il ritornello, The drugs don’t work, probabilmente l’unico pezzo dei Verve che merita davvero, e I trust you to dig my grave. A quanto pare mi ero perso qualcosa, Ben annuncia che questa canzone sarà inclusa nel secondo disco che farà con Charlie Musselwhite, sembra che i due ci stiano già lavorando! I trust you to dig my grave è un bel blues suonato con una 12 corde dal suono squisitamente metallico. Vorrei quasi che il concerto finisse qui, sono dell’idea che si dovrebbe chiudere ogni live con un pezzo blues. Ben però va avanti, meglio così, prende la lap steel e parte con Hallelujah di Leonard Cohen.

Sembra tutto finito, si alza e con lui ci alziamo tutti. Gli applausi sono molti e Ben allora continua (è tutto già stabilito, lo so, ma mi piace pensare che l’abbia fatto spontaneamente). Suona ancora qualche pezzo quindi, chiama di nuovo la madre sul palco per farne uno insieme e spara un gran finale con Better way.

Ben Harper questa sera ci ha accolto dicendoci Welcome to the cruel world e ci saluta con I believe in a better way. In mezzo a questo, 3 ore di live. Volate come volano nei momenti migliori.

 

Quando: Venerdì 9 maggio 2014

Dove: Gran Teatro Geox – Padova. L’acustica era sicuramente migliore rispetto al live di Bob Dylan, ma il posto continua a non piacermi, c’è sempre il solito odore di pop corn.

Scaletta
Intro
– Welcome to the cruel world
– #3
– Roses from my friends
– Diamonds on the inside
– Excuse me Mr.
– Fight outta you
– Fade into you (cover Mazzy Star)
– Don’t give up on me now
– Please bleed
– She’s only happy in the sun
– All my heart can take (Instrumental con weissenborn)
– Lifeline

Bis #1
– City of dreams (con Ellen Harper)
– A house is a home (con Ellen Harper)
– I was born to love you (con Ellen Harper)

Bis #2
– Trying not to fall in love with you
– Amen Omen
– Walk Away
– Forever
– The drugs don’t work (cover The Verve)
– I trust you to dig my grave
– Hallelujah (cover Leonard Cohen)

Bis #3
– One road to freedom
– When she believes
– I shall not walk alone
– Learn it all again tomorrow (con Ellen Harper)
– Better way

 

La foto di Ben e Ellen Harper è di Melissa Nicholson e l’ho presa dalla pagina Facebook di Ben Harper.


Enrico Grando