La Consoli ha una buona abitudine: quella di tornare.

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Carmen Consoli concerto RomaNon vi dirò che all’epoca del liceo e dei dolci sospiri avevo tagliato i capelli per somigliarle.
Non vi racconterò nemmeno che iniziai a suonare la chitarra perché volevo essere come lei.
Tralascerò di ammettere che la mia chitarra porta proprio il suo nome.

Ecco, non voglio rivelarvi cose della mia vita per cui dovrei vergognarmi, ma voglio condividere con voi la tappa romana (non io, il concerto!) del tour di Carmen Consoli, cinque anni dopo la sua uscita dalle scene.

Un concerto che è stato una vera e propria rivoluzione: il Palalottomatica invece dell’auditorium; una nuova band a “quote rosa” al posto dell’orchestra che solitamente accompagnava Carmen nei suoi ultimi tour; una scaletta totalmente rock che sgomitando prende il posto delle canzoni “folk-popolari” siciliane (quanto ci piacciono però le canzoni di Rosa Balestrieri!).

In molti l’hanno definito un ritorno al passato, io lo definirei un salto verso il futuro. La Consoli sveste finalmente i panni della donna matura e sofisticata che l’hanno portata a pubblicare canzoni intelligenti e complesse, ma che rischiavano di aggrovigliarsi su di loro, per lasciarsi andare finalmente alle sonorità rock più graffianti, come nessuna cantautrice italiana ha mai fatto.

Lo si poteva capire subito dai video che cominciavano a circolare sulla sua pagina Facebook delle prove del tour, nei quali si intravedeva la sua Fender Jaguar rosa, quella chitarra che rappresenta la vera essenza di questa artista: una grande femminilità, unita ad uno spirito forte e anticonformista. E rock è stato: un palco sontuoso con coppie di tre file concentriche di luci ai lati come a rievocare il disegno di una cassa armonica, o le quinte sceniche del video L’abitudine di tornare; la Carmen che con il tacco dodici accarezzava la pedaliera sfornando assoli di chitarra elettrica che non ti aspetteresti mai da una mamma di quarant’anni in abito da sera (“ti metti a fare rrhrock alla tua età” ha detto la stessa Carmen durante la serata).

Lo spettacolo è una citazione continua del suo percorso discografico: s’inizia con La signora del quinto piano che ricorda nella sua parte finale Matilde odiava i gatti e si conclude con Amore di Plastica, il suo primo singolo di successo scritto con Mario Venuti. A proposito di scuola catanese, la Consoli ci ha regalato a sorpresa un piacevole duetto con uno degli artisti siciliani più influenti degli anni ’80: Luca Madonia con cui ha cantato Grida e L’alieno, brano sanremese presentato con Battiato qualche anno fa.

Tutta quest’arte canora siciliana ha infiammato il palazzetto. Mi giro e realizzo che c’è tutta la mia generazione riunita a cantare a memoria anche le canzoni meno conosciute. Un’invasione di trentenni (e sì, era sold out!) che cerca di convincersi per un paio d’ore di essere ancora negli anni ’90, quando la crisi, gli stage a sfruttamento intensivo, X-Factor, The Voice, e la non meno grave epidemia di ebola, ancora non esistevano. Ed eravamo tutti meno confusi e più felici.

Quando: sabato 11 aprile 2015

Dove: Roma, Palalottomatica

Scaletta:
– La signora del quinto piano
– Per niente stanca
– Mediamente isterica
– Fino all’ultimo
– L’abitudine di tornare
– Esercito silente
– AAA cercasi
– Stato di necessità
– Guarda l’alba
– Geisha
– Matilde odiava i gatti
– Sentivo l’odore
– Fiori d’arancio
– Blunotte
– In bianco e nero
– L’ultimo bacio
– Autunno dolciastro
– Narciso
– Sintonia imperfetta
– Venere
– Questa piccola Magia
– Grida – con Luca Madonia
– L’alieno – con Luca Madonia
– Confusa e felice
– Amore di plastica

Prossime date

18 Aprile – Firenze – Nelson Mandela Forum
22 Aprile – Jesolo – Pala Arrex
24 Aprile – Rimini – 105Stadium
27 Aprile – Bari – PalaFlorio
28 Aprile – Napoli – PalaPartenope
30 Aprile – Acireale – Palasport


Jessica Panzini