Mute Swimmer live al Ca’Sana – Padova

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Ho la fortuna di potermi godere spesso la musica live: grandi palchi, festival estivi, club, le occasioni non mancano. Un po’ per sorte, un po’ perché me la tiro e voglio fare l’indie a tutti dei costi, riesco a beccare ogni tanto dei concerti nella mia dimensione preferita: locale piccolo, poca gente e cantante/gruppo semisconosciuto.

Capita così di avere un mercoledì sera senza troppi programmi, ricevo, apro e leggo una delle tante newsletter a cui mi iscrivo compulsivamente: il Ca’Sana, ottimo ristorante di Padova, propone un concerto di tale Mute Swimmer. Mai sentito. Leggo la descrizione, interessante. Ascolto un pezzo, interessantissimo.

mute swimmer

Mute Swimmer, moniker di Guy Dale, è un artista britannico partito dal Nord della sua Inghilterra per trasferirsi più o meno stabilmente a Berlino. Qui si dedica alle sue arti: fotografia, pittura, installazioni e soprattutto musica. Non approfondisco troppo il personaggio, mi piace l’idea di conoscere un musicista sentendolo suonare dal vivo, sono curioso di capire come sarà. [Spoiler alert: parecchio figo].

Ordino una birra e do un occhio in giro, siamo in quindici persone. È un mercoledì di pioggia e hanno fatto poca promozione, non potevano aspettarsi molto di più in effetti. Meglio così per me. Il Ca’Sana è sempre un bel posto, al piano di sopra c’è una sorta di solaio con caminetto e spazio per suonare, con a terra cuscini e poltroncine per godersi lo spettacolo. Ci accoglie il blues degli Heymoonshaker e un Johnny Cash con Hurt, probabilmente la migliore cover di sempre.

Si interrompe la musica del dj e parte una voce a cappella dietro di noi. È Mute Swimmer che inizia così il suo live: ci circonda camminando fino a raggiungere il microfono e la sua chitarra. La luce arriva solo da una lampada da terra e da un caminetto autunnale. Penso che all’ambiente manchi solo quel fumo stupendo dei vecchi bar e per un attimo vorrei ricominciare a fumare.

La voce di Guy è molto profonda e calda, spesso mescola il canto con la recitazione e fatico a capire dove finisce il cantante e inizia l’attore. Bello così. I pezzi sono racconti veri e propri con il finale quasi sempre sospeso. Le canzoni si destrutturano, escono dai binari classici del cantautorato ma poi tornano a darci continua sicurezza. Ecco, la sicurezza, è ciò che mi aspetto sempre dai cantautori, testi profondi, poesie anche. Ma con Mute Swimmer non è solo questo, la voce è uno strumento vero e proprio, che modula continuamente accompagnandoci nei racconti. Una delle cose che più mi affascina è la cura estrema delle melodie, con arpeggi mai banali e giri di accordi inaspettati. È pure un ottimo chitarrista.

mute-swimmer-live

Ai piedi di Mute Swimmer solo un bicchiere di vino, dell’acqua e un taccuino con annotata una scaletta che naturalmente non segue. Mi ricorda a tratti Mark Kozelek e i suoi Sun Kill Moon. Come Kozelek, anche Guy Dale però è troppo sicuro di sé e rischia di sembrare un inglese alcolizzato al bar. Ma in un mercoledì piovoso padovano, anche questo mi affascina.

Il brutto è che ora mi è tornata voglia di fumare.

Quando: Mercoledì 19 ottobre 2016

Dove: Padova, ristorante Ca’Sana. Un posto dove si mangia bene e si ascolta ottima musica. Chapeau.


Enrico Grando