“Stranger things have happened, I know”. L’autobiografia di Dave Grohl, il cantastorie

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Nei mesi che hanno preceduto il Natale molte sono state le novità editoriali dedicate alla musica di notevole importanza. Sugli scaffali delle librerie sono arrivati volumi, tra l’altro di pregevole fattura, dedicati ai Beatles, ai Pink Floyd, a Jeff Buckley, a Franco Battiato, agli Emerson, Lake & Palmer, con una menzione particolare al monumentale cofanetto The Lyrics, firmato da Sir Paul McCartney. Proprio in chiusura dell’anno, poi, è uscita la nuova edizione del fondamentale Grunge Is Dead, storia orale del grunge, di Greg Prato.

Ma il mio consiglio, qui, verte su The Storyteller, autobiografia di Dave Grohl, edita da Rizzoli. Spesso biografie e i memoir dei più importanti rocker mondiali, con qualche piacevole eccezione (come nel caso di Neil Young, Bruce Springsteen o Bruce Dickinson) sono spesso assai aderenti allo stereotipato racconto di una vita intrisa di “sex, drugs & rock’n’roll”. Ecco, quella di Grohl è un’autobiografia in cui invece ciò che emerge in maniera preponderante è la passione smisurata dell’autore per la musica. Da ragazzo aveva un’ossessione, la magnifica ossessione di farcela, di diventare qualcuno nel mondo del rock. Una lettura assai piacevole, quella di The Storyteller, un viaggio nel tempo che ci fa scoprire la determinazione assoluta di un ragazzino amante del punk divenuto prima il batterista (a 16 anni, mentendo sull’età!) degli amati Scream, poi naturalmente dei Nirvana, e infine fondatore e leader dei Foo Fighters, ad oggi una delle rock band più importanti del pianeta.

Dave Grohl - The Storyteller
La copertina del libro.

Ma non si pensi a una carriera tutta rose e fiori, perché nel caso di Grohl il termine gavetta è più che appropriato: dai tour con gli Scream stipati in un furgone sgangherato alle notti a dormire per terra, in appartamenti squallidi o addirittura sui palchi su cui poche ore prima aveva suonato con il gruppo, dalla condizione di indigenza e fame, sofferta per lunghi periodi, al trasferimento a Seattle, dove condivide con Kurt Cobain un appartamento fatiscente, all’improvvisa fama, portatrice sì di benessere economico ma anche di molte aspettative e una pressione che, come tristemente sappiamo, il cantante non reggerà.
Ciò che emerge, inoltre, è l’importanza delle relazioni nella vita di Dave, siano esse familiari o basate sull’amicizia e al valore che l’autore riserva alle stesse. In special modo il rocker ci racconta del rapporto con la madre, fondamentale per la sua formazione (una che, pensate, quando Dave le comunicò la decisione di lasciare gli studi per la musica, gli disse solamente “Sarà meglio che tu sia bravo”) quello con la moglie e le tre figlie (bellissimo l’episodio dei voli intercontinentali affrontati nel mezzo di un tour in Australia con i FF per non mancare al ballo padri–figlie) e dell’amicizia con i suoi sodali e compagni di una vita. Toccante il ricordo di Cobain e altri amici che non ci sono più. Moltissimi poi sono gli aneddoti che ci riserva la lettura, alcuni particolarmente divertenti, altri commoventi e intensi.

Il “tizio dei Nirvana”, insomma, di strada ne ha fatta molta e di incontri importanti ne ha vissuti già molti: è assai piacevole leggerne il ricordo genuino, condito spesso dall’entusiasmo e dall’incredulità del protagonista nel ritrovarsi in compagnia di quelli che sono stati prima idoli e in seguito colleghi e amici. Proprio come Paul McCartney.
Un libro, scritto a causa (o grazie) al periodo di forzata inattività per pandemia, che merita di essere letto (perfino i ringraziamenti finali sono di piacevole lettura), e che consiglio a tutti gli amanti del rock, ma non solo! Probabilmente il periodo Nirvana avrebbe meritato uno sviluppo maggiore, mi sarei aspettato che soprattutto il tempo intercorso fra il successo dirompente di Nevermind e la morte di Cobain venisse raccontato in maniera più estesa e ricca di particolari… ma, visto che Grohl ha solo 52 anni, gli auguriamo una seconda parte di vita e carriera altrettanto intense e attendiamo il secondo volume della sua autobiografia!

(Dave Grohl, The Storyteller, Rizzoli, 2021)


Francesco Nicolli