Quella magnifica, intensa, terapeutica magia che si chiama stupore. Eels e Flaming Lips a Prato

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Flaming Lips Prato-2

Lista delle cose da mettere in valigia:
– Gonfiabili: un robot di 4 metri, un arcobaleno, due occhi, una bocca, una bolla dove io entro e canto “Over the Rainbow”.
– Due ammannite muscarie di 2 metri.
– Ah, si, non dimentichiamoci il “Fucking yeah Prato!”
– Poi un unicorno, ali color arcobaleno, palloncini, tanti palloncini colorati.
– Coriandoli, stelle filanti.
– Tappeto
– Aspirapolvere.
– Non portare tastiere, nessun suono che sia vagamente malinconico.
– Ok, due percussioni.

Mi piace pensare che lo spettacolo mirabolante a cui ho assistito domenica 1 settembre sia iniziato così, con la fatidica domanda “Cosa ci portiamo a Prato?”.

Flaming Lips e Eels si sono portati dietro essenzialmente la magia, condita con tutto quello di cui sopra. La magia di saper unire professionalità e cuore, spettacolarità e ironia, gioia e introspezione. Geniali da sempre, sopra le righe, coinvolgenti e unici. Entrambi.

Gli Eels di Mr.E si esibiscono essenziali, precisi, puliti nei suoni, diretti, regalando versioni energiche e rock dei classiconi (I Like Birds, My Beloved Monster, Novocaine For The Soul) e dell’ultimo lavoro, The Deconstruction. Reconstruction quindi, e che meravigliosa rivoluzione! Ci si commuove, si ride, si balla e sul palco si fa lo stesso. Ci si sente parte di qualcosa di bello e non è così scontato. Peccato, perché il tempo è volato.

Eels

Ma poi il tempo si ferma e nel vortice delle cadenzate battute del “Così parlò Zarathustra”, ha inizio il viaggio multisensoriale dei Flaming Lips. Al timone Wayne Coyne.

È un incredibile viaggio allucinato. Mica servono muscarie e psilocibe, qui basta una manciata di miserabili fonzies, anche spappolati. Tutto si dilata, le luci esaltano colori che esaltano oggetti e gonfiabili esaltano il pubblico e la musica unisce tutto. A bocca aperta, sguardi al cielo. Stupiteria (perché stupore non rende mica bene l’idea) di massa, fenomeno che dovrebbe ripetersi più spesso: un incantesimo bellissimo, trionfo della condivisione, di quando la musica trasmette frequenze positive. Ed è ancora riduttivo. È un abbraccio che si riceve dopo lungo tempo trascorso da soli, il primo caffè del mattino quando hai ancora dieci minuti prima di entrare al lavoro, un arcobaleno dopo l’uragano che ti guarda dalla finestra.
È un sorriso. Si sorride di gioia, si sorride di stupore, di poesia e di amore. Questo sorriso, dopo una settimana, non è ancora andato via dalla mia faccia.

Flaming Lips Prato

Ecco qui il concerto dei Flaming Lips, troppo “troppo” per filmarlo, troppo “tanto” per fotografarlo, troppo giusto da conservare tra lo stomaco e il cuore per una ottantina di anni.

Do you realize?

Menzione speciale: la versione di True love will find you in the end di Daniel Johnston, giusto 10 giorni prima che ci lasciasse per sempre. Oltre la pelle d’oca.

Quando: Domenica 1 Settembre 2019

Dove: Settembre // Prato è Spettacolo – Prato


Eleonora Morassut

Foto rubate dalla pagina Facebook di Settembre // Prato è Spettacolo.