Øjne – Prima Che Tutto Bruci

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Non potete immaginare quanto io odi il termine stesso che definisce il genere “screamo”. Una parola che mi risulta parecchio sgradevole e che credo non possa far altro che dissuadere nuovi ascoltatori dal provare ad esaminare dei gruppi che sono spesso emarginati dalla scena. O è solo un mio complesso? 

ojne prima che tutto bruci

Gli Øjne, vocabolo danese che significa “guardare”, sono una band screamoposthardcorepunk (ma che cazz…) milanese, attiva dal 2011, che dopo i primi 2 ep ed un buon esordio sulla scena, cambia cantante, rilasciando a fine 2017 il primo disco: Prima Che Tutto Bruci. Ne esce un lavoro solido, viscerale e narrativo. Il tema? ritrovare se stessi, che può risultare un cambiamento molto difficile da realizzare, in particolar modo se si è troppo legati ai tempi andati e ai pensieri che li rievocano. Nei testi, caratterizzati da una fragilità spesso in contrasto con la potenza del sound e della voce, c’è costantemente la presenza di un coltello, che rappresenta metaforicamente un peso che bisogna riuscire a togliersi dalla tasca per poter guardare avanti.

Ho un coltello in tasca e non lo uso,
la maggior parte del tempo è un peso,
al quale mi stavo quasi abituando.

Nonostante il canto urlato, i testi sono (quasi) sempre riconoscibili e la voce trasmette a pieno le emozioni che si vogliono trasmettere, accompagnata da una rabbia che sembra sputata da corde vocali sul punto di esplodere! L’impatto sonoro creato dalla composizione musicale (questa chitarra ci piace) è sempre gradevole e ti trascina nel vortice degli Øjne.

ojne

Sull’Altro Lato Del Fiume è, liricamente parlando, la più introspettiva e meditativa, che lascia ampio spazio all’incertezza più assoluta:

Mi fa paura pensare troppo,
immaginare le vite altrui,
cercare ragioni per qualunque cosa
e trovarmi sempre lì.
Da solo in un angolo,
cercando sguardi e trovando soltanto
indifferenza e nuovi nemici.

Curiosa la citazione nel titolo della sesta traccia, Lo Schema Di Propp. Propp è stato un antropologo russo, che dopo vari studi sulla morfologia della fiaba, ha definito il suo schema in 4 punti fondamentali: l’equilibrio iniziale, la rottura di tale equilibrio, le peripezie dell’eroe ed infine lo ristabilire dell’equilibrio. Beh, seguendo i testi sembra proprio che questo disco sia presentato in base a questa morfologia: Prima Che Tutto Bruci è una fiaba che piace anche a noi adulti e che spesso ci ritroviamo a percorrere nella vita di tutti i giorni.

Nel lungo Epilogo (8:41) la fiaba sembra volgere al termine:

E poi sono tornato, e ho sentito l’odore dei pini,
e ho appoggiato i vestiti per terra, e un coltello nel lavandino.
Lascio che l’acqua scorra, lascio si arrugginisca, ormai non serve più.

Quel “tornare” non è un ritorno fisico ma mentale, è stato ristabilito l’equilibrio iniziale. Il coltello è presente anche nella grafica della copertina, tenuto in mano da un leone (qui si poteva fare meglio?), e finalmente lo si è appoggiato, senza usarlo contro altri o contro se stessi.

Qual è il vostro coltello? Quanto pesa?

Come ascoltarlo: In macchina, urlando a squarciagola.

Pezzoni: Tredici, Nel Migliore Dei Mondi Possibili

Anno: 2017


Nicola Danieli