Il live dei Low a Padova

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Maledetta età, non siamo mai contenti degli anni che abbiamo, il più delle volte ci sentiamo troppo vecchi, ma nel mio caso, quando si tratta di musica, mi sento maledettamente giovane. Ho sempre creduto di essere nato con almeno un decennio di ritardo, perché non sono davvero mai riuscito a godermi i live delle band di cui ho consumato e consumo i dischi. Per fortuna molte di queste band continuano a fare grande musica e a girare per farcela sentire dal vivo. Scoperti con enorme ritardo, i Low sono proprio tra questi gruppi. Impossibile per me dimenticare il momento in cui il mio vecchio coinquilino mi ha accolto in casa con in mano una birra e nel giradischi un loro album. Da lì poi, a ritroso non ho fatto altro che conoscere e amare tutti i vecchi lavori (roba tipo I Could Live In Hope per capirci).

L’ultimo Double Negative non è certo un disco facile, forse il più estremo della loro discografia. Ma anche qui, puro amore. La curiosità di sentire dal vivo i suoni che sono riusciti a creare nel disco è davvero molta.

Low Padova

L’Hall di Padova è sold out, mentre entriamo ci accoglie la musica di Lullabier, cantautore veneto che promette davvero bene. Mentre lo ascolto non riesco a non pensare all’emozione che può provare aprendo ai Low. Sono con amici, incontro facce note, sta per salire sul palco una delle mie band di riferimento degli ultimi anni: tutto perfetto non fosse per il raggae che ci costringono ad ascoltare prima del live. Oh, grande rispetto per il genere, sia chiaro, ma il raggae prima dei Low proprio no!

Alan Sparhawk - Low Padova

Basta l’intro con Quorum però per farci subito entrare nel mood giusto. La voce di Mimi sembra arrivi da un altro pianeta. Chi mi conosce sa della mia mancanza di passione per le voci femminili, ma qui davvero, siamo a un livello superiore, la sua si mescola perfettamente a quella di Alan, creando armonizzazioni pazzesche. Le luci sul palco ci ipnotizzano. Alan, Mimi e Steve non sono mai illuminati direttamente, dietro di loro 3 muri luminosi fanno da perfetto accompagnamento alla loro musica.

Mimi Parker - Low Padova

Nel live di Padova c’è moltissimo Double Negative (quasi metà concerto), spogliano i pezzi dalla post produzione quasi estrema del disco, mantenendo però la stessa splendida ruvidità. Sembrano emozionati anche loro quando il pubblico continua a cantare Always Trying To Work It Out anche a pezzo finito. Il mio entusiasmo cresce ancora quando danno spazio a I Could Live In Hope (quando è uscito, disco dell’anno per Dirty Little Review) e poco — forse troppo poco — ai lavori più vecchi.

Tra una canzone e l’altra, pochissime parole, giusto un timido “You’re very kind, thank you” e poco altro. Nei Low parla perfettamente la musica, qualunque frase sarebbe di troppo. Suoni e luci sono i protagonisti unici della serata.

Sreve Garrington - Low Padova

Oltre a fare splendida musica, la dote più grande dei Low sembra quella di riuscire a fermare il tempo. Un’ora e mezza volata troppo veloce. Un’ora e mezza perfetta.

Scaletta:
– Quorum
– Always Up
– No Comprende
– Plastic Cup
– Holy Ghost
– What Part Of Me
– Do You Know How To Waltz?
– Lazy
– Dancing And Blood
– Always Trying To Work It Out
– Poor Sucker
– Nothing But Heart
– Especially Me
– Spanish Translation
– Fly
– Sunflower
– Disarray
Bis
– Murderer

Dove: Hall – Padova

Quando: Venerdì 5 Aprile 2019


Enrico Grando

Le foto sono di Ilaria Boraso.