Art Brut al Vinile di Rosà

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Eeeehhh? Gli Art Brut al Vinile? Ricordo che fra gli appassionati, quando è uscita la notizia della data del gruppo inglese presso lo storico club bassanese, questa era la reazione più diffusa. Una reazione di sorpresa, mista però a meraviglia, incredulità e soddisfazione.

Già, è tutto vero, la band originaria di Londra toccherà il nostro Paese per sole due date del tour europeo, giovedì 18 al Circolo Magnolia di Segrate (MI) e venerdì 19 aprile proprio al Vinile di Rosà (VI). Basterebbe già questo per rendere assolutamente imperdibile il live di venerdì per quanti conoscono e apprezzano il gruppo fin dagli esordi, risalenti ormai a una quindicina di anni fa. Ma molti altri sono gli elementi che ci spingono a considerare come un’occasione da non perdere la data al Vinile che, ricordiamolo, festeggia quest’anno i 45 anni di attività, avendo aperto i battenti nel 1974.

Art Brut

Gli Art Brut fanno parte di quell’ondata di gruppi riconducibili al brit rock esplosa all’inizio degli anni Duemila e, pur non avendo raggiunto il successo di Franz Ferdinand (curioso il fatto che saranno a Marostica il prossimo luglio!), Editors e Block Party, sono una band di tutto rispetto, che ha iniziato la carriera con Bang Bang Rock & Roll nel 2005 e pubblicato a cadenza biennale altri tre album, fino al 2011.

Ben sette anni, dunque, sono occorsi per l’incisione del nuovo lavoro, uscito nell’ottobre del 2018, Wham! Bang! Pow! Let’s Rock Out!. Un periodo di tempo che ha visto cambi di formazione e cambiamenti anche nella sfera della vita privata del frontman Eddie Argos. Un’attesa quanto mai giustificata, però, dalla qualità del nuovo album, salutato da critiche assai positive e dall’entusiasmo dei fans, tanto da essere già definito da qualche critico come il lavoro migliore del gruppo. Di sicuro ha in sé le stimmate del famoso “disco della rinascita”, suona particolarmente fresco, con la costante del dominio delle chitarre nel sound, abbinato a testi spesso ironici e divertenti. Che avremo il piacere di ascoltare live, alternati magari ai pezzi più celebri della loro produzione.

Una band fuori moda? Forse, può essere. Ma certamente fuori dal comune, come peraltro lascia pensare il suo nome, derivato dall’espressione coniata dal pittore Jean Dubuffet per indicare l’arte “fuori norma”, in opposizione all’arte “ufficiale”.

Cercate una serata tra punk, rock e britpop? Non potete perdere gli Art Brut al Vinile!


Francesco Nicolli