Brunori Sas live @ Geoxino – Padova, 19 marzo 2014

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Le recensioni dei concerti vanno fatte il giorno dopo il live
Le recensioni dei concerti vanno fatte il giorno dopo il live
Le recensioni dei concerti vanno fatte il giorno dopo il live.

Bene, ho pagato la mia penitenza, oro dopo dieci giorni di ritardo ho trovato l’ispirazione (!) per scrivere qualcosa. So che Dario Brunori non aspettava altro che il parere di Dirty Little Review sul suo live di Padova.

Marco Iacampo e Enrico MilanoPrima però, vorrei scrivere due righe su Marco Iacampo, che ha aperto la serata. Già ha conquistato tutta la mia stima (per quanto possa valere) dopo aver organizzato la serata Veneto Contemporaneo (leggi qui), ma ogni volta che lo ascolto, mi convinco di quanto sia un cantautore raffinato, nei testi e nelle musiche, e di quanto la sua voce sia tra le più calde che abbia sentito ultimamente. Ad accompagnarlo sul palco questa sera c’è il grande, fenomenale Enrico Milani al violoncello (il fatto che sia una mia vecchia conoscenza non influenza affatto il giudizio su di lui). Sarebbe tutto perfetto, se non fosse per il posto di merda che certo non rende giustizia alla musica di Iacampo. Il Gran Teatro Geox di Padova è stato costruito apposta per i concerti, ma sicuramente hanno sbagliato qualcosa! L’acustica è tra le peggiori e il brusio che si crea diventa quasi insopportabile. Iacampo è perfetto per un locale più intimo, silenzioso, dove magari bere del buon vino e non la birraccia costosissima del Geox (argh!).

Brunori SasLa Brunori Sas (o Brunori Sas e la sua band, non ho mai capito come dirlo) sale sul palco e Dario inizia al pianoforte con Arrivederci tristezza, uno dei pezzi migliori del suo ultimo disco. Il saluto “Ciao Padova!” e la schiera di fotografi che ha davanti sono il simbolo del suo meritatissimo successo, è uno dei migliori cantautori italiani contemporanei e ora tutti l’hanno finalmente capito. I primi pezzi sono tutti quelli dell’ultimo disco, Pornoromanzo è uno dei miei preferiti, si sente tutta l’ironia e il talento di Brunori. Se nelle canzoni mi ricorda Rino Gaetano e De Gregori, la comicità tra un pezzo e l’altro mi riporta alla mente i migliori live di Guccini: ride, scherza, prende per il culo il pubblico, i musicisti e se stesso.

La versione di Lui, lei e Firenze è stupenda, completamente riarrangiata, l’intro sembra quello di un pezzo di musica elettronica e il risultato è anche migliore dell’originale. Dopo l’elettro-sfogo, Brunori si mette tranquillo, si siede al piano e parte il pezzone Kurt Cobain, va beh, nulla da dire, è una canzone perfetta (o quasi).

Dalla reazione del pubblico alle prime note di Mambo Reazionario, si capisce che è un pezzo riuscitissimo, una critica leggera (e saggia) dell’uomo moderno (cit. di Brunori presa da Rockit), con una melodia che rimane in testa. La pseuso-improvvisazione-jazz-cazzona in Paolo fa divertire tutti e anche sul palco se la ridono alla grande. La Vigilia di Natale è tra i miei pezzi preferiti, forse uno dei testi migliori e più amari di Brunori.

Verso la fine la band non fa che aumentare il suo entusiasmo (i cori di Simona sono pazzeschi!) e Dario si lancia in virtuosismi anni ’90 alla chitarra. Il concerto sta per terminare e attacca di botta con “La spiaggia di Guardia rovente era piena di gente // Si parlava di sport, di Pertini e Bearzot”. Cantano tutti, purtroppo anche una tipa convintissima ma stonatissima giusto dietro il mio orecchio sinistro. Guardia ’82 è forse la canzone di Brunori Sas che più rimarrà.

Ah, insieme a Rosa naturalmente, e al suo gran finale urlato, tutti in coro. Anche la tipa dietro al mio orecchio sinistro.

 

Quando: Mercoledì 19 marzo 2014

Dove: Alta Fedeltà c/o Geoxino – Padova. L’idea di organizzare concerti minori in uno spazio del Gran Teatro Geox è bellissima, ma il posto rimane una merda. E la birra è troppo cara.

Scaletta:
– 
Arrivederci tristezza
– Pornoromanzo
– Il santo morto // Il manto corto
– Lui, lei e Firenze
– Kurt Cobain
– Nessuno
– Come stai
– Fra milioni di stelle
– Meglio di niente
– Paolo
– Mambo reazionario
– Una domenica notte
– La vigilia di Natale
– Le quattro volte
– Italian dandy
– Tre capelli sul comò
– Guardia ’82
Bis
– 
Sol come sono sol
– Rosa

 

La foto di Brunori Sas l’ho presa da qui.
Quella di Iacampo invece qui.
Se qualcuno dovesse sentirsi offeso, lo dica.


Enrico Grando

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