Giulio Casale – Vino, canzoni e illuminazioni

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Domeniche di maggio che sembrano domeniche di novembre, pioggia, freddo e umidità. Devo ancora spiegarmi il perché, ma mi danno un senso di piacere in qualche strano modo.
Sono quelle domeniche perfette per uno spettacolo di teatro canzone.

In una di queste domeniche di maggio, al Cre-Ta di Bassano c’è Giulio Casale, uno che ha fatto la storia della musica italiana negli anni ’90 con i suoi Estra, con uno spettacolo di teatro-canzone dedicato al vino. Hanno organizzato tutti i ragazzi di Uglydogs, che in fatto di ottime idee e buona volontà hanno un sacco da insegnare.

giulio casale teatro canzoneCasale sopra il palco sa sempre essere il padrone assoluto. È lì con solo una chitarra e un tavolino dove è appoggiata una bottiglia di rosso, nessuna scenografia, anzi, la vernice del fondale è addirittura un po’ scrostata, ma qualunque altra cosa sul palco sarebbe di troppo.

Racconti e storie di vino sono alternati a canzoni di altri cantautori, si parte con il grande Piero Ciampi, Il Vino:

Ma com’è bello il vino // rosso rosso rosso
bianco è il mattino // sono dentro a un fosso
e in mezzo all’acqua sporca // mi godo queste stelle
questa vita è corta // è scritto sulla pelle.

Poi via, una Lilac Wine che sarebbe davvero stupenda se solo la chitarra fosse ben accordata. Anche Giulio è infastidito, ma l’atmosfera resta bella e si continua tra storia del vino, paure chimiche (perché nel vino non c’è solo poesia) e aneddoti di produzione e commercio persiani.

Il prodotto della spremitura dell’uva è l’aceto.
Il vignaiolo è un alchimista.

Sul palco Casale mescola Buckley a Baudelaire, Rimbaud, Carducci e ovviamente Dioniso (o Bacco, scegliete voi). Poi gioca facile con il magico trio dei migliori cantautori italiani: Guccini, De Gregori e De Andrè, uno dopo l’altro, con le loro storie di vino e di gente perduta. È un grande interprete, la sua Amico Fragile è struggente, splendida, però chiaro, gioca facile così.

casale vino

Ogni tanto Casale pecca di poca umiltà e si fa prendere da digressioni troppo lunghe, ma alla fine il suo teatro è così, costruito anche di cinismo e prepotenza. Sono sempre affascinato quando qualche artista scava in profondità nei testi di pezzi all’apparenza banali, e Casale a quanto pare è parecchio bravo a farlo. Ecco allora che A Whiter Shade Of Pale dei Procul Harum si scopre essere anche un bellissimo racconto di eccessi e dietro le quinte della band. Poi va beh, potremmo discutere all’infinito sulla traduzione dei Dik Dik (Senza Luce) e sui quei primi versi non esattamente fedeli all’originale. E dai Giulio, è una re-interpretazione, non una traduzione!

We skipped the light Fandango 
turned cartwheels ‘cross the floor 
I was feeling kind of seasick 
but the crowd called out for more.

I pezzi che propone e racconta sembrano molto slegati tra loro, ma nella loro diversità hanno tutti in comune quell’elemento di ebbrezza, stordimento o perdimento, il vino appunto. Non poteva naturalmente mancare una canzone dei suoi Estra, tutti ce l’aspettavamo ed eccola, puntale e perfetto per la serata: Fiesta.

Riderò, sgriderò, smetterò, straccerò le catene
Fuori e libero, unico, Dioniso
Sarò padrone di ogni giorno e di me.

Capisco che il teatro-canzone di Giulio funziona quando mi dimentico di essere a una spettacolo e mi sembra di stare con amici su un divano a bere e a parlare di musica.

Finisce tutto con la sua ultima canzone, anzi, la più recente, Resto Io.

A fine concerto mi fermo con Mirco, Stefano, Lele (il fan n.1 degli Estra, quello della sigaretta del loro ultimo concerto), Loretta e il grande Limone a chiacchierare di musica e cantautori veneti con in mano un bicchiere di rosso e mi convinco ancora una volta che c’è un sacco di roba buona in giro.

L’atmosfera è delle migliori, buona musica, buon teatro e buon vino. Tutti si riferiscono a Giulio con il suo nome, non “Casale” o “il cantante” o chissà che altro, Giulio e basta, come fosse un amico che tutti conoscono e con cui tutti escono a bere. Forse è proprio così, almeno per una sera, tutti siamo usciti a bere buon vino con Giulio.

Scaletta
– Il Vino (Piero Ciampi)
– Jeff Buckley – Lilac Wine (Jeff Buckley)
– Francesco Guccini – Il Frate (Francesco Guccini)
– Francesco De Gregori – Pablo (Francesco De Gregori)
– Amico Fragile (Fabrizio De Andrè)
– A Whiter Shade Of Pale (Procul Harum)
– Fiesta (Estra)
– Per Altri Motivi (Lucio Battisti)
– Resto Io (Giulio Casale)

Quando: Domenica 7 maggio 2017

Dove: Cre-Ta, Bassano Del Grappa. Ce ne fossero di più di posti così!


Enrico Grando

Le foto sono di Veronica Bassani.