Dunk • È Altro

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È Altro. Il primo singolo è anche il manifesto del primo album dei DUNK, progetto di Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), uscito il 12 gennaio per Woodworm.

dunk copertina

11 tracce per un connubio virtuoso di testi curati ed evocativi, suoni semplici ma mai stucchevoli, armonie orecchiabili e non ripetitive. Non assomigliano a nessuno i DUNK, ma attingono dalle rispettive esperienze per creare, appunto, altro.

Dunk - Ettore Giuradei - Marco Giuradei - Luca Ferrari - Carmelo Pipitone

Fluttuante e variegato, il disco alterna brani dalle sonorità spigolose con ballate e lenti, mantenendo però un flusso armonioso che non crea estraneità ed invita naturalmente all’ascolto del brano successivo. Questo “altro”, infatti, incuriosisce parecchio.

Si comincia da un Intro morbido, in cui domina la voce di Ettore Giuradei. I testi meritano di essere ascoltati e riletti e questo primo brano, in cui la musica è un contorno, è un invito all’ascolto delle parole. Passano un minuto e venti secondi, poi Avevo Voglia rende più chiara la presenza di Luca Ferrari alla batteria, della chitarra di Carmelo Pipitone e delle tastiere di Marco Giuradei a sostenere un testo ritmato e cadenzato. Arriva Mila, poi tocca a È Altro, effettivamente il pezzo più orecchiabile del disco. Introdotto da un coro a quattro voci, il brano, dinamico e potente, lascia ad ognuno i propri spazi: chitarra pulita di base, una distorta a dare colore e un inaspettato contorno ritmico con percussioni e campane negli stacchi Segue un’esplosione. Spino, la quinta traccia, riporta ai ritmi più tranquilli e introduce quello che, a gusto personale, è il brano più bello. Ballata 1, lenta e sospesa, lascia spazio alle parole e immerge l’ascoltatore nell’atmosfera malinconica di un commiato. Dalla vita, da un amore, da un luogo, non è dato saperlo.

Poi un giorno all’improvviso
Ecco che cambia che finisce
Non si capisce, ecco che muore
O forse sono io
E lo domando alle parole
Ma loro non san dirmi niente.

Conclusione, lento sfumare e presa di coscienza muta di un processo di trasformazione. Da accettare in quanto tale, un passo avanti, un cambiamento:

È facile andare e piangerò di gioia se capiterà.

La musica sostiene l’atmosfera delle parole, accoglie la conclusione del testo mantenendo la sensazione di sospensione, poi cresce gradatamente e in ultimo slancio da melodia diventa graffio.

dunk recensione

Amore Un’Altra riporta alla realtà; segue poi Stradina, forse il brano in cui maggiormente si possono riconoscere le bacchette di Luca Ferrari. Se il testo sembra richiamare Sorrenti, Giuradei lo rende una dichiarazione di sfida, una promessa di vendetta per la sopravvivenza:

Almeno i santi più santi, l’avevano detto, che per salvare tuo figlio dovrai sparare, per raccontare ad un padre coniglio che si deve amare perché rimane ben poco da vivere ben poco da fare. Voglio incontrarti sulla stradina per attaccarti alla pianta.

Ballata 2 riprende le atmosfere della sua omonima 1 e in una sorta di dichiarazione “poetica”, invita (citando Murakami) ad Aprire le finestre delle pareti dello spirito per fare entrare aria fresca è un pensiero una speranza che ho sempre in testa mentre semplicemente scrivo senza bisogno di ragionamento.

Questa aria fresca che percorre tutto il disco, ossigena e rende DUNK un progetto libero, un connubio di quattro musicisti mescolati in un disco riuscitissimo per originalità e qualità, un disco suonato, in cui ogni strumento è una voce personale.
Noi Non Siamo, secondo singolo, di nuovo ritmato ed orecchiabile, ci accompagna verso l’uscita, Intermezzo.

Ci auguriamo che un titolo del genere sia la promessa di un futuro “secondo tempo”.

Come ascoltarlo: Alle 7 del mattino sull’autobus affollato tra sonno e veglia. Per decidere da quale parte stare.

Pezzoni: Ballata 1, Stradina, È Altro.

Anno: 2018


Eleonora Morassut