Com’è Vasto il mare: diario sentimentale del Siren Festival (26-29 Luglio 2018)

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Venerdì 27 Luglio, asfalto che evapora, zanzare affamate, notti di passione. Ho un appuntamento fissato da mesi e quindi abbandono la mia sindone sul materasso e parto. Destinazione Vasto, Siren Festival.

Treno, un’ora di ritardo sulla tabella di marcia, 3 cambi, un gelato e poi, finalmente Abruzzo e il paese, arrampicato su un’altura a sorvegliare un mare calmo e tiepido. Lungo la riva alcune spiagge, trabocchi funamboli tra terra e cielo, cartelloni che pubblicizzano sagre locali. Atmosfera familiare, semplice e un profumo di cibo che rincuorerebbe chiunque.
Il Siren Festival da alcuni anni anima il centro di Vasto: in diversi punti della città e anche nella vicina spiaggia sono stati allestiti palchi, punti ristoro con ottimo cibo locale, una zona mercatino con diverse bancarelle. Si accede alla zona festival con il biglietto, all’ingresso di Piazza del Popolo; all’interno si paga con i token, acquistabili praticamente ovunque, ci sono proiezioni di film, conferenze, un meraviglioso giardino ideale per rilassarsi tra un concerto e l’altro allietati da dj e concerti più acustici. Il programma è vario, le scelte musicali direi ottime. Non manca nulla.

Venerdì 27
In ritardo per Neil Halstead si rompe il ghiaccio con Ryley Walker e la sua band, ma non c’è che dire, l’attesa per gli Slowdive è palpabile. Palco principale, si comincia puntuali. Canicola, fumo sul palco e sembra di stare a metà strada tra l’asfalto e il cielo. Piazza del Popolo è gremita, ondeggia, sussurra, si emoziona sulle note di Sugar For The Pill, Star Roving , ma soprattutto Golden Hair; gli occhi sognanti non possono che puntare al cielo, dove la luna si nasconde, riemerge rossa, si copre di nuvole. Eclissi totale, la più lunga del secolo, dicono. Non ci siamo fatti mancare proprio nulla.
Il sogno continua al Cortile d’Avalos dove si stanno preparando i Lali Puna. Sarò sincera: la mia trasferta è dovuta alla loro presenza e quindi sarò parzialissima. Semplicemente magnifici. Una carezza che graffia la nuca è la voce di Valerie Trebeljah: affascinante presenza elegnate e timida, composta e sorridente, ammalia il pubblico intonando Scary World Theory, Micronimic, Faking The Books, The Bucket, Deep Dream, Call 1-800 Fear e sicuramente alcune tracce tratte dall’ultimo disco . Commozione e qualche lacrimuccia per questo tuffo nel passato, voto 10 e lode.

Cosmo Siren Festival

Scegliamo Cosmo per uscire dal sogno, spostarci in Piazza del POPolo e ballare Le Voci, Tristan Zarra, Sei La Mia Città e L’Ultima Festa. Ed è proprio una grande festa, il set è travolgente e rimette in moto le energie di tutti, per concludersi con una pioggia di coriandoli luccicanti. E se indossi una giacca giallo fluo non puoi che essere incandescente e riuscire a convincere queste anime imbalsamate che alla fine il nazionalpopolare siamo tutti noi. Anche la coppia di anziani che spesso fa capolino dal balcone a sincerarsi che tutto sia in ordine.

Elettronica di quelle tese con i Mouse on Mars, che, senza particolari colpe, vengono sostituiti da una pausa birra. Si accusano già momenti di cedimento quando, a sorpresa, un set pazzesco a cura di 2manydjs, riesce a spremere le ultime energie rimaste, frizzante conclusione di una giornata intensa. Bello, ci voleva una sudata prima del rientro in campeggio.

Sabato 28
Saltati gli eventi pomeridiani preferendo una passeggiata al mare cominciamo con Colapesce.
Accompagnato da una band di giovanissimi musicisti (bravissimi la chitarrista/ seconda voce ed il sassofonista), sale sul palco con un copricapo a forma di testa di pescespada. Tutti in abito talare, gli “Infedeli” suonano da Dio. Satellite, Restiamo In Casa, coro del pubblico per Totale ed eccola la lacrima quotidiana, il concerto si conclude con S’Illumina. E ci illumina anche una palla infuocata di luna che spunta alla destra del palco.
Mentre Ryanair ha lasciato a piedi i Toy, tocca ai dEUS, altro gruppo che attendevo curiosamente ricordando alcuni dischi di parecchi anni fa. Un gruppo eclettico è pericoloso per i nostalgici ed infatti sembra rimanere poca traccia di quello che ricordavo.
Grintosi ma non indimenticabili, almeno per me.

Bud Spencer Blues Explosion Siren Festival

Boato e totale scompiglio per i nostrani Bud Spencer Blues Explosion, eroi assoluti del festival. Confinati nel cortile d’Avalos, probabilmente per lasciare il palco principale ai gruppi stranieri più noti o per sottostima del numero di pubblico, hanno spaccato tutto. In due. Calca di pubblico, cortile pieno, security messa a dura prova, si entra a piccoli gruppi e da fuori l’acustica non è il massimo. Un po’ di pazienza e riesco almeno a godermi La Donna è Blu, Allacci e Sleghi, Hey Boy, Hey Girl, il pubblico in delirio, un calore mai visto. Totali.

A Piazza del Popolo i P.I.L. di Johnny Lyndon–Rotten concludono la serie dei “concertoni”, riunendo il pubblico giovane e meno giovane e nonostante siano passati anni, i capelli ribelli non cambiano mai. Rise e poi tutti a nanna, o meglio, un ultimo bicchiere per cercare di terminare i token. Alla spiaggia si fa festa tutta la notte con il dj set di Davide Toffolo, ma Cristo, se era carico quell’ultimo vodka tonic. Al prossimo anno Siren.

Pil Siren Festival

TOP 5 SIREN FESTIVAL 2018 (sezione musica)
1. Bud Spencer Blues Explosion
2. Lali Puna
3. 2manydjs
4. Cosmo
5. Colapesce

TOP 5 SIREN FESTIVAL 2018 (sezione tutto il resto)
1. Gli arrosticini dello stand esterno al festival con fornacella. Prezzo ottimo. Vera pecora.
2. Il nostro vicino di tenda che all’alba del sabato continua a cantare Fe-sti-val, polizia polizia, pizzeria, pizzeria.
3. La birra del Borgo
4. I parcheggi gratis nelle vie attorno al centro
5. L’Abruzzo, Vasto, gli Abruzzesi al balcone

SUGGERIMENTI : più pallotte cacio e uova!


Eleonora Morassut