I 7 vizi musicali – la playlist per un viaggio infernale

0
912

Caro BB King, come va da quelle parti? Ti stai ambientando? Non preoccuparti, questa non è l’ennesima lettera strappalacrime nella quale il mittente ti suggerisce di “suonare per l’eternità” o di “insegnare agli angeli a fare poche note ma con il cuore”; io ti lascio piena libertà, lo giuro, è solo che avrei una piccola domanda da farti e sarebbe proprio bello se trovassi qualche minuto per rispondermi. Mica subito, eh! Quando te la senti.. intanto ti anticipo di cosa si tratta, così tu non rimani sulle spine e io esterno sta mia curiosità:
NELL’ALDILÀ, ESATTAMENTE, CHE MUSICA C’E’?

BB King

Dante non ne parla, Ruggeri, Deadmau5 e altri hanno avanzato alcune ipotesi, ma io non sono ancora convinta. Secondo me in paradiso va in loop un cd stile Buddha Bar, noioso quanto le anime beate che lo ascoltano. In inferno, invece, le cose si fanno interessanti… a me piacerebbe molto se facendo un giro tra i vari peccati capitali venisse fuori una playlist così:

// SUPERBIA
Colapesce – Egomostro
Lo capisci subito, dal primo accordo in minore di Entra pure, che il viaggio attraverso l’ultimo album di Colapesce, Egomostro, in qualche modo lascerà il segno. Schiacci play ed entri in un confessionale dove melodie elettroniche mescolate a sonorità italiane degli anni ’80 ti fanno un esame di coscienza. Egoismi e bigottismi, incoerenze ed arroganze, ci caschiamo tutti, ma ci caschiamo bene, vista la qualità musicale. Egomostro è come la spada di Achille, che con un colpo ferisce e con l’altro risana, e la benedizione arriva proprio alla fine, quando in Vai Pure un accordo in maggiore ti dice  – con tutto l’inguaribile ottimismo del suo autore – che con un leggero malessere riconquistiamo la bellezza.
Salvataggio in corner.

// LUSSURIA
Massive Attack – Paradise Circus
Avete presente la scena finale di Profumo, storia di un assassino? Lui sventola il fazzoletto imbevuto di profumo e tutta la folla ammicca, si bacia, si spoglia: vai con l’orgia. Ecco, Paradise Circus fa un po’ lo stesso effetto, quindi ACHTUNG! Prima dell’ascolto accertatevi che non ci sia nei paraggi il vostro amico grasso e brufoloso.

// INVIDIA
Selah Sue – Alone
Selah Sue è bellissima (vabbè, sfido io, con quintali di trucco e vestiti da mille dollari…), è bravissima (la fortuna del principiante), suona la chitarra (pure io, più o meno), balla benissimo (ognuno ha il suo stile, va solo interpretato) e dal vivo fa venire i penotti (posso dire di fare lo stesso effetto).
Ah, è bassa. Ed è sola. Tiè!

// GOLA
Parov Stellar – The Mojo Radio Gang
Benvenuti nel mio regno, il girone dei golosi, naturale conseguenza del mio amore per le melanzane alla parmigiana e i Kinder Pinguì. Potendo scegliere cosa ascoltare per l’eternità, opto per The Mojo Radio Gang, la canzone che spesso mi accompagna mentre sono ai fornelli; Parov Stelar andrebbe inserito tra gli ingredienti di ogni ricetta, non mi stanca mai. Poi metti caso che laggiù organizzino qualche gara di ballo… con l’electro-swing vado fortissimo!

// AVARIZIA
Cos’è sta storia di condividere canzoni, oh? Io faccio le playlist e non ricevo niente in cambio?

Aspetta un attimo, mi stanno chiamando, torno subito.

// ACCIDIA
Pendulum – Coma
Canzone del 1997, Coma è la colonna sonora delle mie serate domenicali, quando apro il freezer sperando in un’ibernazione fino al venerdì successivo.
Dal punto di vista musicale probabilmente non vi farà sussultare più di tanto: i ritmi sono rilassanti ma piuttosto monotoni e di certo la ripetitività del testo non aiuta; del resto stiamo parlando di accidia, cosa vi aspettavate? La cosa interessante è che nonostante le apparenze, Coma riserva qualche piccola chicca davvero curiosa: in primis il campanello che ogni tanto si sente suonare è quello della porta di Mr Alexanders nel film Arancia meccanica, mentre il primo verso Ever since I was born I’ve been trained to serve you è una citazione de Il principe cerca moglie. Hug me till you drug me, honey, kiss me till I’m in a coma, invece, è il ritornello della canzone ed è tratto dal romanzo del 1931 Il mondo nuovo di Aldous Huxley (e qui gli amanti dei Verdena dovrebbero già aver drizzato le orecchie).
Se tutti gli accidiosi fossero così…

// IRA
Chase and Status feat. Plan B – Pieces
“Sembrava tanto una brava persona, e invece…” è la frase standard quando si scopre che il tuo vicino di casa, quello con il pancione da birra e le macchie di sugo sul girocollo, è in realtà un killer spietatissimo. Anche Plan B e i Chase and Status hanno rispettato lo stereotipo: in Pieces iniziano con una pantomima sentimentale stile Tiziano Ferro nei momenti peggiori, poi nel giro di un minuto ti ritrovi mitragliato dai drop, pugnalato da batterie breakbit e agonizzante in un mare di drum‘n’bass.
“Eppure li vedevo sempre portare fuori il cane, non avrei mai detto…”

BB, ho azzeccato qualcosa?
Ora, come da manuale, esco “a riveder le stelle”; se nel frattempo vuoi darmi qualche segnale, sai che mi trovi pronta.
Buon riposo,
La tua amica Olli.


Olimpia Schiavon