Phill Reynolds – A Sudden Nowhere

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Mentre scrivo sono seduto su una comoda poltrona sulla quale mi sto sedendo troppo spesso ultimamente, impossibilitato (come chiunque) a viaggiare in cerca di nuovi stimoli per la mia pigra mente. Da diversi giorni però sto ascoltando con una frequenza quasi maniacale uno di quei dischi i cui suoni aiutano ad aprire il cervello.

È A Sudden Nowhere, ultimo lavoro di Phill Reynolds, aka Silva Cantele, artista che, complice la vicinanza geografica, ho avuto modo di conoscere e ascoltare live nelle sue diverse forme di musicista: con i Miss Chain & The Broken Heels, con il Nuovo Canzoniere Partigiano o come conduttore di 6igDig (splendido progetto vicentino che propone live di altissima qualità in streaming). Sono però convinto che sia con il suo progetto solista che riesce a trasmettere il massimo del suo talento musicale.

Phill Reynolds - A Sudden NowhereSempre difficile dare delle definizioni di genere alla musica, ma credo che A Sudden Nowhere sia uno splendido esempio di alternative folk, dove la chitarra è assoluta protagonista, dal pezzo di apertura Is it Painful (probabilmente il migliore del disco) alle strumentali Spring on Second Fret, To AgotaNosta Cresia De s’Arena. Ecco, queste ultime due sono proprio il perfetto esempio di ciò che amo provare a fare quando mi chiudo in una stanza solo con la mia chitarra (con una qualità certo distante da quella di Silva).

Dopo dieci pezzi inediti, A Sudden Nowhere si chiude con una cover che è una vera sorpresa. Lì, in fondo, una delicatissima versione di Nancy di Leonard Cohen registrata con Francesca Amati dei Comaneci al CSC di San Vito di Leguzzano nel gennaio di ormai due anni fa. Tra gli applausi a fine canzone registrati in una magnifica domenica pomeriggio invernale, c’è anche il mio. Ora il CSC è uno di quei favolosi luoghi costretti a chiudere. Di questi tempi, fa scendere una lacrima.

Ascoltando A Sudden Nowhere immagino gli ascolti di Phill Reynolds, sento i suoni di The Tallest Man In The Earth mescolati alle voci di Mark Lanegan o Tom Waits. Seduto sulla mia comoda poltrona, per almeno tre quarti d’ora ho viaggiato e nutrito la mia mente come non facevo da mesi.

Phill Reynolds è un talento raro.

Come ascoltarlo: Poltrova o divano, comodi e isolati da tutto.

Pezzoni: Is It Painful, Nosta Cresia De s’Arena

Anno: 2021


Enrico Grando