Io Sono l’Altro – Niccolò Fabi

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Metto sempre la musica davanti ai testi, ma quando esce una nuova canzone di un cantautore che stimo, tolgo le cuffie e leggo il testo come prima cosa. Così ho fatto con il nuovo pezzo di Niccolò Fabi — Io Sono l’Altro — e ancora una volta, è stato splendido.

Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto.
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso.
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto.

Sono quello che ti anticipa al parcheggio
e ti ritarda la partenza,
il marito della donna di cui ti sei innamorato
sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato.
Quello che dorme sui cartoni alla stazione
sono il nero sul barcone,
sono quello che ti sembra più sereno
perché è nato fortunato o solo perché ha vent’anni in meno.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso facci un giro e poi mi dici.

Io sono il velo
che copre il viso delle donne
ogni scelta o posizione che non si comprende.
Io sono l’altro
quello che il tuo stesso mare
lo vede dalla riva opposta
io sono tuo fratello, quello bello.

Sono il chirurgo che ti opera domani
quello che guida mentre dormi
quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto
il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.
Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio
il direttore della banca dove hai domandato un fido
quello che è stato condannato
il Presidente del Consiglio.

Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso vacci a fare un giro
e poi mi dici.

Tra poco uscirà il disco — Tradizione e Tradimento — e anche qui, metterò da parte le cuffie per un attimo. Leggerò, solo dopo ascolterò.


Enrico Grando