Enrico me l’aveva già anticipato un paio di sere fa davanti a un bicchiere di vino e una ciotola di salatini:
Enrico: Schiavon, ho una grande novità: ho incastrato Gio e presto Dirty Little Review avrà un logo!
Olimpia: Ci sono i salatini! Salatini salatini salatini
E: Eccolo qua, guarda: ti piace?
O: Salatini salatini figo barbuto alla mia sinistra
E: Se vuoi ti faccio vedere anche l’altra versione… E il font? Che ne dici del font?
O: Salatini figo barbuto e ho la febbre. Voglio Una tisana. E i salatini
E: Allora?
…
Occavolo, devo davvero rispondere! Cosa gli dico? Io stavo pensando a.. beh, lo sapete già.. non ho pronti dei commenti intelligenti.
Prima di dire una delle mie solite fesserie, alzo lo sguardo e vengo contagiata dalla sua tipica espressione da scoiattolo felice; come posso non sorridere di rimando e festeggiare questa novità? In fin dei conti i topi mi sono sempre piaciuti. E allora cin cin! Brindiamo al logo e al mio notevole spirito critico.
Mannaggia a me, le domande giuste mi arrivano sempre giorni e giorni in ritardo, e ora ne avrei proprio una in canna, che se gliela sparassi guadagnerei all’istante mille punti sagacia: “PERCHÉ PROPRIO UN TOPO?”
La storia dell’animazione è piena di ratti e questo piccolo roditore musicale per far breccia nel nostro cuore dovrà lottare contro competitor leggendari quali Topolino, Topo Gigio, Rattata/Raticate, Ratatouille e soprattutto i Biker Mice! Ma che scelta azzardata, Grando!
Sto poveretto, poi, non ha neanche un nome, è stato lanciato lì in balia di pixel, recensioni e playlist di dubbio gusto… Si sentirà spaesato, diamogli una mano!
Per la questione del nome, avrei già un paio di idee (Grooviera se è femmina e Topo Cutugno se è maschio), ma confido molto nelle vostre proposte, che sicuramente saranno più decorose delle mie.
Per l’accoglienza, invece, ho preparato una mini playlist a tema da ascoltare sgranocchiando patatine Dixi e cubetti di grana.
Benvenuto:)
# White Mice – Youth Of Today
Iniziamo a metterci a nostro agio con della sana musica reggae: vestiti colorati, movimenti ondeggianti e palpebra calata. È il 1989 e il giamaicano Allan Crichton, in arte White Mice, è appena diventato maggiorenne, lo si sente dalla voce ancora piuttosto femminile e acerba; forse ha dei toni un po’ troppo melodiosi, ma non vi suscita simpatia tutta questa spensieratezza giovanile?
Ah, che bei tempi!
# I Ratti Della Sabina – Fra Le Braccia Della Luna
“Qui il colore non ha peso e ti perdi in mille strade
fra i racconti di poeti e viaggiatori,
qui la noia non ha casa e ogni sera c’è una festa
e ogni volta c’è un motivo per brindare”
Questa canzone è per Beba e per i suoi riccioli, dove si incastravano le cuffiette dell’mp3 quando ascoltavamo la musica insieme tornando dall’università.
I Ratti Della Sabina per me hanno un gusto particolare: sanno di ricordi, di storie di strada, di vino e di festa, di lentezza e di amicizia. Sanno di casa.
# Amaral – Ratonera
Abbiamo preso abbastanza confidenza con il mondo dei topi? Possiamo permetterci un po’ di spirito sovversivo? Direi di sì. Siamo pronti per i toni accesi e ironici degli Amaral, gruppo spagnolo che, noncurante dell’arte diplomatica, dà uno schiaffo alla politica internazionale proponendo una canzone e un video altamente provocatori giusto pochi mesi prima delle elezioni europee del 2015.
Shhhhhhh! Non diciamolo alla Merkel.
# Modest Mouse – Float On
Oh eccoli, li stavamo proprio aspettando: avanti Modest Mouse, c’è spazio anche per voi! Cosa ci proponete? King Rat? Dashboard? Lampshades On Fire?
Mettiamo su Float On, valà, che ha un video spettacolare e un testo discretamente ottimista rispetto al loro repertorio.
Una piccola curiosità: il nome della band deriva dal racconto Il Segno Sul Muro di Virginia Woolf, che in un passo recita “Those are the pleasantest thoughts, and very frequent even in the minds of modest, mouse-coloured people, who believe genuinely that they dislike to hear their own praises” (quelli sono i pensieri più piacevoli, e molto frequenti persino nelle menti di modeste persone color topo, che credono onestamente di non voler ascoltare i propri elogi).
#Ratatat – Breaking Away
Amici cinefili amanti della musica elettronica, preparatevi a leccarvi i baffi: questa ciliegina sulla torta è proprio goduriosa. I Ratatat con Breaking Away hanno fatto davvero un bel lavoro, molto orecchiabile e apprezzabile anche da gusti più mainstream; il tocco di fascino in più, però, è dato da Synesthesiae Films, che ha genialmente associato la canzone a un “decoupage” di scene tratte dal film muto Metropolis di Fitz Lang. Il risultato? Ditemelo voi.
Ah, quasi dimenticavo: da adesso in poi guai a chi cita Deadmau5… non vorremmo mica spaventare il nostro nuovo amico!
Se avete in mente altre canzoni di topi e compagnia bella, sfogatevi nei commenti!


















