John Butler Trio @ Estragon Club – Bologna, 18 maggio 2014

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John Butler Trio - Estragon Bologna 2014Ho aspettato fin troppo, mi sembra inutile trovare scuse.

I John Butler Trio hanno suonato a Bologna ormai un mese fa, ma tant’è, Dirty Little Review non ha mai fatto vanto della sua velocità.

All’Estragon Club fa un caldo infernale, probabilmente una piadina con salsiccia e cipolla e una birra non sono il miglior modo per prepararsi ad entrare, ma la fame riesce sempre ad avere la meglio sulla ragione. Il concerto è sold out da mesi, tra il pubblico vedo anche il grande Dandy Bestia degli Skiantos, qui d’altronde è di casa.

Lo scorso ottobre Grant Gerathy si è unito a Jonh ButlerByron Luiters nei JBT, sostituendo Nicky Bomba alla batteria. Peccato, a me Nicky piaceva davvero molto. Grant però si sta dimostrando un gran batterista, nulla da dire, e a Bologna dimostra tutto il suo talento.
John Butler suona in Italia per la seconda volta, dopo la data al Magnolia di Milano nel 2011 (e io c’ero!).

Ad aprire il concerto c’è lo statunitense Brett Dennen. Non lo conosco, giusto qualche giorno prima del live ascolto qualche suo pezzo. Non mi entusiasma a dire la verità, ma sul palco suona molto meglio che in disco. Il pubblico è già bello caldo e entusiasta, cosa insolita per un open act.

Il soundcheck dei JBT dura quasi mezz’ora, ma finalmente alle 22.30 sono sul palco. Partono con Revolution Used to get high, due tra i loro brani migliori. Dopo essersi scaldati con un paio di pezzi vecchi, John prende la sua 11 corde, Byron si siede alle tastiere e via con una versione di Cold wind, dall’ultimo disco Flesh & Blood, bella piena e potente. La scaletta è perfetta, alternano canzoni nuove a pezzi meno recenti, passando da ritmi funk ad atmosfere più rilassate.

Su Only One, primo singolo estratto dal nuovo album, Grant dà spettacolo, suonando batteria e la linea melodica con il drum pad contemporaneamente. I suoni sono stupendi, lo si sente specialmente in Blame it on me, poche volte nei live la batteria suona così perfettamente. Ora mi spiego la mezz’ora di soundcheck, ebbravo fonico!

Pickapart è uno dei primi pezzi dei John Butler Trio, e resta sempre tra i migliori. John, Byron e Grant sono tre virtuosi, ma non di quelli fastidiosi che se la tirano. Sanno suonare, e lo dimostrano.

John cambia chitarra, prende una sedia e rimane da solo sul palco: è un chiaro segnale, Ocean. Il pubblico impazzisce, ma prima ancora che parta il pezzo sbucano sopra le teste smartphone e fotocamere ovunque a riprendere. Gran rottura di palle. Ocean è difficile da descrivere, meriterebbe un racconto a parte. Un pezzo strumentale di più di 10 minuti di pelle d’oca, dove non si può fare altro che rimanere a bocca aperta davanti al talento di un immenso chitarrista. Su YouTube ne esistono moltissime versioni, ma sentirla dal vivo è tutta un’altra cosa.

La scaletta è perfetta, uno spettacolo da mille umori. In Don’t wanna see your face Devil Woman si balla, si salta, si urla. Uno dei migliori momenti resta sempre il finale di Zebra, il coro naturale del pubblico che canta papaparapa-parapara diventa quasi un pezzo a sé.

I JBT escono e rientrano, John prende di nuovo la chitarra ma il pubblico continua a cantare “costringendolo” a lasciarla per affiancare Grant alla batteria e partire con un ritmo funky. Questi sono probabilmente i momenti dei live che più mi esaltano, quando gruppo e spettatori diventano una cosa sola, quando tutti saltano e ballano e la differenza tra chi sta sopra e chi sta sotto il palco quasi non si percepisce. Purtroppo John non suona più la lap steel guitar che a me tanto piace, anche nel nuovo disco c’è solamente in un pezzo. Va beh, ogni tanto si cambia e si provano cose nuove.

Nel suo ultimo discorso di pace e amore, John Butler ringrazia tutti: musicisti, collaboratori, fonici, stage crew, pubblici, amici, mogli, figli, cugini, nipoti. Come sono australiani gli australiani!

Il concerto è ormai finito, gran chiusura in ascesa con Funky tonight e si va tutti a casa, un po’ più felici.

 

Quando: Domenica 18 maggio 2014

Dove: Estragon Club – Bologna

Scaletta:
– Revolution
– Used to get high
– Cold wind
– Bullet girl
– Instrumental / I’d do anything
– Only one
– Instrumental / Better than
– Betterman
– Blame it on me
– Pickapart
– Ocean
– Don’t wanna see your face
– Devil woman
– How you sleep at night
– Zebra
Bis
– Living in the city
– Instrumental
– Funky tonight


Enrico Grando