Fine Before You Came – Il Numero Sette

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Quando un disco entra prepotentemente nella tua mente fino ad arrivare al cuore, è sempre laborioso provare a mettere insieme la moltitudine di emozioni che ti suscita, ancor maggiormente se ti ci immedesimi attraverso i testi. I was fine before you came, quante volte ho pensato a questa frase davanti a qualcuno? Decisamente troppe ma mai poche.

Misantropia a parte, veniamo al sodo. I Fine Before You Came escono in febbraio con Il Numero Sette per La Tempesta Dischi, (com’è ormai consuetudine) etichetta che certo non necessita di presentazione alcuna.

fine before you came il numero setteAccedo al loro sito, e…ecco, lo sapevo. L’album è in download gratuito, come tutta la loro discografia, del resto. Sorrido, mi fermo un attimo. E penso. (…)

i fine before you came sono e sempre saranno marco, filippo, mauro, jacopo, marco.

I FBYC sono loro, dal 1999, ragazzi, uomini, amici. Sono omogeneità, purezza, sudore, sorrisi. Mi esento dal parlare di genere: non voglio farlo, e non lo farò. Già in passato mi sono fermato davanti all’ascolto di qualche disco per colpa delle classificazioni, precludendomi la possibilità di innamorarmi di qualcosa di nuovo. Non ho più commesso questi errori. Quindi scarico Il Numero Sette per ascoltarlo, subito.

Dei loro lavori ho amato S F O R T U N A e Ormai, che ogni tanto rispolvero quando ho voglia di urlare in faccia ai problemi. Ora basta, pigio virtualmente play. Che insensibile la tecnologia.

fine before you came

La prima delle sette tracce è Ultimo Giorno. Il giro di batteria è sin da subito accogliente ed orecchiabile, l’ambientazione sonora lenta e riflessiva, la voce cavernosa come il testo:

dicono che sbagliamo, lo fanno di continuo
ma sono in pochi ad ascoltare poiché sbagliare ci rende vivi

Non mi è difficile trovare il filo logico con Sequel, il tema degli sbagli è ricorrente:

ancora una volta non sono per niente sicuro soprattutto di me
continuo a 
guardarmi alle spalle e a vedere gli sbagli che ripeterò

La canzone è un rimuginare continuo e lento, mi dà un senso di mancata consapevolezza e di marcata delusione. Forse la terza traccia si deciderà a dare al disco una piega diversa? Non ne sono sicuro, ed infatti essa è una resa allo scorrere inesorabile del tempo e ai

nostri trabocchetti in cui amiamo cadere in piedi.

Come pecore rompe a metà l’album, ed è quella che più mi ha creato disordini: ritrovarsi in compagnia di altre persone con lo sguardo fisso nel vuoto a canticchiarla con la mente può passare inosservato se si tratta di amici stretti che ti conoscono, altrimenti il TSO è dietro l’angolo. La canzone è splendida, nella parte centrale si lascia andare ad un noise di chitarre che sembra schiacciarmi. Le parole mi lasciano ancora immobile:

abbiamo reso il mondo un posto peggiore
abbiamo reso il mondo un posto così
la verità è che il più grande di noi non è che un microbo

L’intro della quinta traccia, Come Alberi, riporta la pace. La voce di Jacopo torna cupa, le parole molto dolci del testo mi fanno pensare ad una storia d’amore nella quale i due protagonisti quantificano gli sforzi passati e presenti atti a mantenere viva la storia stessa.

La Penultima Notte è anche la penultima del disco e, inutile a dirlo, prosegue nella malinconia e nella ricerca di un senso, difficile venirne a capo:

continuo a sentire il tempo affannarsi
tra un nero lutto e la felicit
à

Si arriva all’epilogo con Nonsenso Comune, (per me) la più mesta, che stabilisce la fine di quell’amore che potrebbe, in realtà, essere qualsiasi cosa…cos’è per voi?

Questo disco trasmette malinconia, ma soprattutto fa riflettere. È uno scorcio sul passato, è maturità, è voglia di vivere, è porsi domande, è ragionare, tutte cose che secondo me sono basi solide per un’apertura mentale mai stanca di conoscenza, emozioni ed esperienze di vita.

Io l’ho scaricato ma statene certi, comprerò il vinile al live. Questi ragazzi lo meritano, fanno la loro musica e vanno dritti per la loro strada.

Come ascoltarlo: Davanti al tramonto, da soli, circondati dal verde.

Pezzoni: Come Pecore, Nonsenso Comune

Anno: 2017


Nicola Danieli