Dagger Moth – Silk Around The Marrow

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Un anno fa mi sono innamorato perdutamente di una donna. Sia chiaro, mi sono innamorato prima della sua musica, poi ho cercato notizie sull’artista, ho visto qualche foto e ho deciso di allargare il mio amore anche a lei. E alla sua schiena.

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La fortunata (mi piace pensarlo) è Dagger Moth, aka Sara Ardizzoni, musicista ferrarese arrivata al suo secondo album solista dopo un passato con i Pazi Mine, un gruppo di qualche anno fa che non ha mai raggiunto il successo che avrebbe meritato.

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Il primo disco omonimo di Dagger Moth mi fulminò totalmente fin da subito. Ricordo di non aver ascoltato altro per un mese.

Silk Around The Marrow, l’ultimo lavoro, è uscito per Audioglobe lo scorso aprile e anche in questo caso, mi sono immerso completamente nella musica di Dagger Moth. I dieci pezzi del disco mi hanno rapito, a partire dalla prima Ovaries, probabilmente il pezzo migliore, fino all’ultima Event Horizon. In questo pezzo c’è lo zampino anche di Marc Ribot, chitarrista che ha lavorato al fianco di gente come Tom Waits e Elvis Costello e che presta la sua voce per accompagnare Sara nell’ultima splendida canzone. Il talento di Sara non può che essere riconosciuto da grandi musicisti, nel primo disco aveva infatti collaborato con Joe Lally dei Fugazi e sua maestà Giorgio Canali.

dagger moth silk around the marrowSara è la nostra PJ Harvey (altra donna di cui credo di essere follemente innamorato): la sua musica rapisce completamente, è elegante, sensuale, ipnotica. L’unico errore (scusa Sara, perdonami!) è stato la data di uscita. Silk Around The Marrow è un disco invernale, di quelli da ascoltare la mattina mentre pedali avvolto dalla nebbia andando in ufficio. Di fatto, un disco di quelli che adoro, dove sento le atmosfere di Nick Cave mescolate al post-rock dei Mogwai e ristrutturate come le linee melodiche dei Portishead.

Sara fa tutto da sola: gioca con la chitarra, loop station e voci fino ad avvolgere chi ascolta in un’esperienza musicale difficile da ritrovare.

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Mi rendo conto che il mio giudizio può essere influenzato dall’amore che provo per questa donna, ma sono convinto che i suoni di Dagger Moth non si sentano in molti dischi.

Il midollo di Sara è ricoperto di seta. Così anche la sua musica.

Come ascoltarlo: In una stanza con una finestra aperta, fissando gli occhi sul muro dove è puntata l’unica luce accesa, quella di una lampada.

Pezzoni: Ovaries, Event Horizon

Anno: 2016


Enrico Grando