Amaxa – On The Other Side

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Amaxa - On The Other SideSono sempre più in difficoltà, c’è troppa musica da ascoltare in giro. Una buona parte lascia parecchio a desiderare, certo, ma per saperlo bisogna comunque prima ascoltarla. Ci sono un sacco di cose più o meno nuove, si conosce un gruppo o cantante e si apre un altro mondo, un mondo completamente sconosciuto fino a qualche tempo prima e di cui alcune volte ci si innamora subito.

Per semplificare tutto, o forse solo per pigrizia, ultimamente ascolto  principalmente roba italiana. Molta di questa roba italiana mi piace parecchio e finché la ascolto penso a quanta buona musica che non scoprirò mai probabilmente c’è, che ne so, in Svezia.

Ecco, appunto, Svezia. Ogni tanto qualcuno usa la pagina contatti di Dirty Little Review per mandarmi qualche disco da ascoltare e questa volta questo qualcuno arriva dalla Svezia.

Nella mia testa, musica + Svezia = Metal.

Il gruppo in questione si chiama Amaxa. Ecco, sempre nella mia testa, musica + Svezia + nome con la “x” = Death Metal.

Il disco è intitolato On the Other Side, la copertina non è così male e la mancanza assoluta del colore nero mi fa pensare che magari l’album tanto Metal magari non lo è. Sono curioso, molto.

Quello che mi capita per le mani è un EP in formato digitale di 5 tracce, una brevissima descrizione e un logo del gruppo che lascia parecchio a desiderare. Va beh, non mi fermo alle apparenze, infilo le cuffie e faccio partire. Boom! Tutto ad un tratto sono indietro di 40 anni. I suoni e le atmosfere sono quelli di un disco rock degno degli anni ’60 e ’70 che non ho mai vissuto, dove dentro c’hanno buttato del buon progressive e qualche suono più recente.

On the Other Side si apre con la lunghissima (anche troppo, 18 minuti e passa) Strawberry Jam, pezzo puramente 70s con tanto di cambi di tonalità e di ritmi, assoli virtuosi e ampi spazi strumentali. Per quanto mi piacciano i pezzi prog rock, sono sempre più convinto che i suoni che preferisco abbiano dentro quello “sporco” garage tipico degli anni novanta-duemila. Proprio per questo, il pezzo migliore dell’EP è Unsatisfied.

L’album contiene tutta la psicadelia e il prog di quei gruppi che mio zio mi ha fatto conoscere in adolescenza e che ho molto amato, dai Traffic ai Greatful Dead, dai Grand Funk Railroad ai Led Zeppelin. La voce non è certo delle migliori, ma davvero niente male questi quattro svedesi!

Qualche anno fa sono stato nel nord della Svezia, ma la musica che ho sentito in quella settimana non aveva nulla a che fare con il grande rock degli Amaxa. Forse è il caso di riprogrammare un altra visita in Svezia.

 

Come ascoltarlo: Seduti su una comoda poltrona in pelle marrone, di fronte a una parete con una carta da parati tipo questa.

I pezzoni: Unsatisfied

Anno: 2014

Ah, se vi interessa conoscere un po’ più a fondo gli Amaxa, il modo migliore per contattarli è attraverso la loro pagina fb: facebook.com/amaxamusic.


Enrico Grando