Radiohead – Ok computer

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Recensione OK Computer - RadioheadAncora una volta vi parlo di un capolavoro pubblicato qualche anno fa: era il 1997 quando usciva Ok Computer dei Radiohead. Io avevo dieci anni all’incirca e mi ricordo il video di Karma Police in heavy rotation su MTV Italia, allora agli albori.

Ok Computer è sicuramente il disco più venduto dei Radiohead. Arriva dopo due dischi (Pablo Honey e The Bends) bellissimi ma poco valorizzati dalla critica. Mia personalissima opinione: rappresentano una trilogia. Difficilmente ascoltandone uno non mi viene voglia di spizzicare qualcosa anche degli altri. In un periodo in cui la scena britannica era dominata da Blur e Oasis, ci voleva un outsider come Thom Yorke a fare breccia nei cuori degli amanti di quel rock un po’ psichedelico, un po’ progressivo e molto inquieto.

Stupendi gli arpeggi, ma anche il lavorio elettronico che c’è nello scheletro di quasi tutte le canzoni. La voce di Yorke rende i pezzi dell’album riconoscibili al primo ascolto e, pur non essendo spettrale come in altri lavori, spesso rende i brani carichissimi di emotività. Bellissima poi la citazione nel booklet alla copertina di Wish you were here dei Pink Floyd, sicuramente un riferimento per tutto il gruppo.

Di tutto l’album, prendo una citazione che mi piace moltissimo, nell’ultima canzone, The Tourist:

Sometimes I get overcharged,
That’s when you see sparks.
You ask me where the hell I’m going?
At a thousand feet per second.  hey man, slow down.
Idiot slowdown!

 

Come ascoltarlo: È un album metropolitano.. una bel giro verso sera in metro -magari a Londra- sarebbe il top. Ma potrebbe bastare un più banale treno regionale italiano. A portata di mano tenetevi anche qualcosa di The Bends e Pablo Honey. Vi servirà.

Pezzoni: Airbag, Paranoid Android, The Tourist, Karma PoliceHo scelto questi perché sono i più rappresentativi. Se ascolti questi.. ti innamori anche degli altri.

Anno: 1997


Jacopo Penso