24 settembre 1991. Nevermind.

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Il 24 settembre 1991 avevo compiuto 4 anni da qualche mese. Ero decisamente troppo piccolo per capire l’importanza che quella data avrebbe avuto per me poi.

Ovunque in classifica c’era tale Michael Jackson, che a quanto pare attirava tutta l’attenzione del momento (meritata, ok). Assieme al vecchio Michael però, il 24 settembre 1991 in America uscivano due dischi tra i migliori in assoluto (sì, in assoluto) di sempre: Blood Sugar Sex Magik dei Red Hot Chili Peppers e Nevermind dei Nirvana. Sono usciti esattamente lo stesso giorno, capite?!

nirvana nevermind

Ecco, Blood Sugar Sex Magik l’ho davvero consumato, capolavoro dei Red Hot, ma è stato Nevermind il disco più importante in assoluto per me. Ora ascolto molto tutta ‘sta roba indie che c’è in giro, mi piace parecchio devo dire, da qualche mese poi mi sto appassionando anche al jazz, mondo sconosciuto per me fino a quest’anno. È inutile che faccia continuamente il fenomeno però, senza Kurt Cobain, Krist Novoselic, Dave Grohl e questo disco la mia passione per la musica non sarebbe certo quella che è. Ci sono arrivato con più di 10 anni di ritardo naturalmente, come su tutto.

Quando Nevermind e i Nirvana sono esplosi nella mia testa avevo 15 anni, capelli lunghi fino alle spalle, una scarsa passione per la doccia e giocavo con pessimi risultati a calcio. I miei capelli lunghi non piacevano a nessuno, ma io ne ero orgogliosissisimo. Andavo dall’unico parrucchiere rock che abbia mai conosciuto (ora non ne ho più bisogno, sigh), parlavamo solo di musica e una volta, uscendo, mi ha detto perfino che avevo i capelli come Jim Morrison. Non era vero naturalmente, cliente fidelizzato comunque.

nirvana nevermind piscina

Pensavo parecchio alla musica sì, mi ero comprato un bell’impianto stereo e mi piaceva buttarmi sul letto e ascoltare dischi (scaricati e masterizzati illegalmente ancora, ho iniziato più tardi a comprarli). Senza dubbio, Nevermind è quello che ascoltavo di più. Avevo anche un gruppo, gli Apologia. Mi accorgo ora che il nome fa cagare, ma all’epoca mi sembrava avesse il suo perché. Eravamo in quattro: 2 chitarre, basso e batteria, voce chi capitava, un po’ improvvisata. Gli altri tre hanno continuato a suonare poi con ottimi risultati, io forse ho fatto l’errore di fermarmi troppo sull’ascoltare i miei dischi, ma beh. Volevamo essere i Nirvana, e quando provavamo ci sentivamo davvero fighi. Prima del primo concerto, il batterista Alberto ci ha lanciato delle camicie di flanella a quadri perché ce le mettessimo, ma puzzavano davvero troppo anche per me. Alberto forse era il più invasato di tutti. Il concerto è andato malissimo e abbiamo deciso di cambiare nome perché sembrava portasse sfiga. Dopo un anno o poco più ci siamo sciolti, ma ho deciso che quello sarebbe stato il mio gruppo più importante. Suonavamo quasi solo Nirvana, anzi, quasi solo Nevermind. In quel disco c’era tutto quello di cui avevamo bisogno. Giocavamo a fare CobainNovoselicGrohl e secondo noi ci riusciva benissimo.

nirvana nevermind piscina

Inizia tutto con Smells Like Teen Spirit, pezzo forse rovinato da quanto famoso, ma non ce n’è, è il più rappresentativo di una generazione.
Poi gli sfoghi improvvisi di In Bloom, Come As You Are e la sua intro, il giro di basso tanto semplice quanto stupendo di Lithium, Polly cantata con una sufficienza da manuale, il delirio di Territorial Pissing e via tutte fino al finale perfetto di Something In The Way (Endless, Nameless è stata aggiunta in una rimasterizzazione successiva). Ogni pezzo ha il suo posto nel disco, creando un equilibrio grunge che nessuno è riuscito poi a eguagliare. Perfino la foto di Kirk Weddle in copertina era perfetta.

kurt cobain piscina nevermind

Quel 24 settembre 1991 non ho potuto provare l’emozione di scartare il disco per me più importante. Ho dovuto aspettare 10 anni per godermelo e sono dispiaciuto all’idea di essermi perso 10 anni di ascolto.

Io ora una camicia a quadri ce l’ho sempre nell’armadio. Non piace a nessuno, ma quando la indosso mi sento come se avessi ancora i capelli lunghi e sto benissimo.

Spero che chiunque abbia il proprio Nevermind.


Enrico Grando