Julie’s Haircut – Invocation and ritual dance of my demon twin

0
311

Ovattati. È il termine più appropriato per definire lo stato nel quale mi arrivano a destinazione gli input esterni. Parole, frasi, esclamazioni, tutto filtrato dal mio scudo invisibile. Mi conosco. Decido di chiudermi in casa per un po’. Che cosa meglio di un buon disco può regalare nuovi stimoli ai miei sensi?

julie's haircut invocation and ritual dance of my demon twin

Il 17 febbraio è uscito Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin per Rocket Recordings, primo disco dei Julie’s Haircut con l’etichetta britannica. Ne sono passati di anni dal loro debutto, nel 1999, quando un mio caro amico di concerti me li fece conoscere. Questo lavoro, il settimo della loro carriera, è ovviamente autoprodotto! Per ascoltarlo opto per l’assetto lisergico (credo di sapere cosa mi aspetta) quindi divano, cuffie e buio. Il disco si apre non lasciandomi scampo: gli 11 minuti di Zukunft (la più lunga) mi trasportano totalmente in un’altra dimensione, psichedelia pura. Mi sono già perso. Ed è solo l’inizio, infatti The Fire Sermon, con una voce sussurrata che sembra sapere del mio stato catatonico, pare stridermi letteralmente nella testa, infierendo. Orpheus Rising si pone in modo sinuoso mormorando I Saw The Darkness Come, il che mi rassicura(!).
Si riparte a stridere con Delage, che apre la strada ad una ipnotica Salting TraceCycles invece, sembra riportare la calma, prima del totale abbandono: la magnifica Gathering Light, penultima eterea traccia, mi fa letteralmente perdere i sensi, lasciandomi in balia del buio in assenza totale di orientamento. Koan, la canzone di chiusura, si prende la briga di accarezzarmi , vellutata, mi chiede Tell Me What You See, ben conscia del fatto che per portare a termine un viaggio musicale del genere ci vuole calma.

8 tracce che scorrono e ti trascinano via, la psichedelia targata Emilia è servita.

Visti live, (Mame club, Padova, 10/03/17) i Julie’s sono sicuramente una band molto affiatata, si vede che lavorano insieme da una vita e sopratutto che suonano con passione.
I loro concerti sono un vortice.

julies haircut mame

Da tenere d’occhio anche Ulisse Schiavo, voce che mi ha colpito particolarmente nel pre-concerto, nato fra l’altro lo stesso anno della band per la quale faceva da spalla.

Non posso che chiudere citando una frase contenuta nel vinile di Invocation And Ritual Of My Demon Twin:

We’re all tied to an eternal wheel.

Come ascoltarlo: In modalità “mind awake, body asleep” (cit. Mr Robot)

Pezzoni: Zukunft, Gathering Light

Anno: 2017


Nicola Danieli