Dire Straits – Brothers in arms

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A volte capita che per far fronte ad un impegno io debba essere pungolato per più volte… Nella fattispecie su DLR -nonostante mi piaccia scrivere e mi piaccia ascoltare musica- non ho scritto granché, ed è stato necessario un meeting di lavoro con il buon Enrico (non sto scherzando) perché mi rimettessi di buona lena a scegliere periodo, album, anno.

BROTHERS IN ARMS: l’oltre punk!

Speculazione filosofica parte… Veniamo al dunque: Brothers In Arms, dei Dire Straits, nel bel mezzo degli anni ’80! Siamo in Inghilterra, negli anni centrali della decade e la scena punk in modo più o meno rozzo aveva tolto spazio ai suoni più puliti. Eppure… in questi anni il fenomeno Dire Straits si impone: un gruppo inglese già attivo dalla fine degli anni 70 in cui suonavano un paio di fratelli e due amici, dallo stile molto low profile e poco sabotatore-punk. Passione vera, grande talento ma vita da turnisti: giusto per capirsi, Mark Knopfler faceva l’insegnante di letteratura!

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Con un rock limpido, tanti accenni al blues una chitarra sofisticata e delle entrate di sax i DIRE STRAITS ti fregano. Non erano né in linea con l’epoca per gli stilemi musicali (andava il post punk e la new wave!) né alla moda (“dire straits” significa “grosse difficoltà economiche” in un periodo tutto schitarrate e jet set), ma hanno fotografato quello che era stata la musica fino a quegli anni sapendone riunire il meglio. A mio avviso sono un’icona splendida di quello che è stato un rock che aveva raggiunto un buon punto di equilibrio. In questo possiamo dire che i Dire Straits sono stati “l’oltre punk”, perché in un periodo contaminato dalla cultura punk hanno fatto del rock ascoltalbile senza voler essere elitari.

Brothers In Arms è un album ricco di chicche, che non conoscono una collocazione temporale. I temi principali amore & vita sono trattati dai Dire Straits sempre da un prospettiva diversa rispetto agli altri gruppi, più introspettiva e personale e anche per questo secondo me le loro canzoni non passano di moda.

Una rapida carrellata su Brothers In Arms, tanto lo conosciamo tutti e io non sto facendo altro che farvi voglia di ascoltarlo di nuovo!

So Far Away ha un sapore blues per melodie e musica che ti strugge, inconfondibile. La lontananza, vera o presunta la rende la perfetta compagna di viaggio quando ci si trova lontani da “casa” e si vorrebbe rientrare.
Money For Nothing, in pieni anni ’80 solo i Dire Straits potevano perculare uno show system che vedeva la diffusione a macchia d’olio di MTV e la crescita dell’importanza del video sulla musica… e al tempo stesso fare un video (con animazione digitale) in grado di vincere un bel po’ di premi. Se guardate il video adesso però vi esce il sangue dagli occhi, attenti!

Walk Of Life una ballad allegra con un giro di organetto ben supportato da un giro di chitarra che ti fa capire cos’era il rock & roll!
Your Latest Trick malinconica e piacevole.
Brothers In Arms: non l’ennesima canzone contro la guerra. Ogni nota e ogni suono della canzone sono un climax ascendente sulla disperazione della guerra.

Se Brothers In Arms ha venduto 30 milioni di dischi un motivo c’è.
Equilibrato, suono limpido, leggero in alcuni suoi pezzi… struggente in alcuni altri. È come un buon romanzo, come una cena con un amico che non vedi da tempo, come un viaggio in macchina d’estate verso sera con la strada deserta: sai già come sarà ogni singolo momento e proprio per questo te lo gusti fino in fondo.

Come ascoltarlo: in macchina, finestrino un po’ abbassato a farsi accarezzare dal vento.

Anno: 1985

Curiosità 1: chi sarà mai quella voce strabiliante che fa i cori in Money for nothing? Sì, è lui! Avete indovinato.

Curiosità 2: Money for nothing è stata censurata in Canada qualche anno fa. Il motivo? Qualche “faggot” di troppo.

Buon ascolto!


Jacopo Penso