Cure For Pain – Morphine

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Cure For PainSì lo so, tutti i numerosissimi followers di Dirty Little Review hanno pensato al peggio.
Più di un mese di assenza è decisamente troppo. Il fatto è che ho viaggiato per il mondo ascoltando dischi di ogni tipo per poi recensirli. No, non è vero. Pigrizia. Solo pigrizia.
Dirty Little Review spera però di farsi perdonare con uno dei migliori dischi degli anni ’90.

Cure For Pain è una botta. Lo ascolti e non puoi fare altro che chiederti perché i Morphine non hanno ottenuto il successo che meritavano. Mescolano la new wave del decennio precedente con i suoni più sporchi dei primi ’90 e ciò che ne esce è un puro capolavoro.
Seducente, elegante, introverso. È un disco che ti svuota completamente. Se sei in un tram affollatissimo di Milano e metti Cure For Pain in cuffia, ti senti come se ci fossi tu e basta. Ti trovi subito nel motel di Thursday, inizi a viaggiare con Candy – Candy said she wants me her down in Candyland – o a farti un giro lontano con la mente – Let’s take a trip together//Headlong into the irresistible orbit – ed un senso di spensieratezza e libertà ti pervade – I’m free now/Free to look out of the window/Free to live my story/Free to sing along -.

Sax baritono, basso a due corde e batteria soffice che non risparmia sincopi e controtempi. Il tutto accompagnato da una voce magnifica. Sembra canti con sufficienza Mark Sandman, sembra non si impegni. Ma i Nineties erano così, il menefreghismo pareva la chiave di tutto. E questo disco li rappresenta al meglio.
Dana Colley dimostra il meglio di sé con un sax baritono magistrale. Nel solo di All Wrong ci mette anche il wah-wah e allora non c’è più gioco. Ascoltandolo, capisci che le chitarre non sono poi così fondamentali e ti trovi a suonare un sax immaginario gonfiando la bocca come un coglione (ogni riferimento all’ascolto nel tram di cui sopra è purtroppo reale). Ma che ti frega, tu intanto ti stai ascoltando i Morphine e te la godi.

Ecco, se qualcuno mi chiedesse a quale concerto di un gruppo non più esistente mi piacerebbe andare, non ci penserei molto.

Come ascoltarlo: In camera, distesi sul letto fissando il soffitto. Ma a questo punto anche in un tram può andare bene.

Pezzoni: Thursday, Buena, Cure For Pain

Anno: 1993


Enrico Grando

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