Ciao Chris.

0
334

Oggi è morto Chris Cornell e la musica ha perso un altro dei suoi pezzi migliori.

Lo so, ci sarà sempre chi rompe le palle accusando in modo idiota i finti fan dell’ultimo momento. Ma la musica è fatta per emozionare, per far star meglio le persone. Crea empatia, nei buoni momenti e in quelli peggiori. E allora è normale, è un comportamento del tutto umano sentirsi tristi quando un eroe della musica muore, perché a morire è una persona che in qualche modo ci ha fatto stare meglio, anche se solo per 3 minuti e qualcosa, il tempo di una canzone.

chris cornell

La musica ha il potere immenso di farci vivere il tempo e il luogo che vorremmo vivere.
Io ho fatto la mia scelta: vivo nell’estate del 1991 a Seattle, l’aria è davvero elettrizzante e quasi senza rendermene conto attorno a me il rock e la musica in generale stanno cambiando. Ovunque si ascolta grunge.

I Soundgarden hanno appena pubblicato Badmotorfinger e stanno ora lavorando a quello che diventerà il loro capolavoro, Superunknown. Contemporaneamente, solo qualche mese fa è uscito Temple Of The Dog, un disco splendido, l’unico disco di una superband che unisce elementi dei Soundgarden e Pearl Jam. Anche questi, suonano insieme da poco ma promettono davvero bene, hanno finito di registrare il loro primo disco, Ten, che dicono verrà pubblicato a giorni, non vedo l’ora di ascoltarlo, so già che potrà diventare uno dei miei preferiti. E poi ecco, sono ancora eccitato dall’ultimo live dei Nirvana, forse i re assoluti del grunge, Cobain è davvero ispirato e sono sicuro che il nuovo lavoro che uscirà a settembre sarà splendido. Poi gli Alice In Chains di Layne Staley, i Melvins di Buzz Osborne, i Mudhoney, in giro continuano a formarsi gruppi pazzeschi che pubblicano lavori altrettanto meravigliosi. Molti di questi si perderanno negli anni, ma alcuni continueranno a fare grande musica.

soundgarden chris cornell

Ecco, Chris Cornell era una colonna portante di tutta questa bellezza, con i Soundgarden ha fatto la storia, ma anche più recentemente è riuscito a far amare la sua voce anche a chi come me nel 1991 era troppo piccolo e troppo distante da Seattle e ha potuto vivere quell’anno solo nell’immaginazione. Cornell ha raccolto le ceneri dei Rage Against The Machine e ha formato gli Audioslave, criticati da più parti, ma il primo loro disco l’ho letteralmente consumato e Cochise era il pezzo con cui facevo il bullo con la chitarra ai concerti del liceo.

Tre anni fa ho avuto la fortuna di vedere dal vivo i Chris Cornell e i Soundgarden e, per una serata, mi sono sentito nella Seattle del 1991.

Gli eroi son tutti giovani e belli.
Ciao Chris, say Hello 2 Heaven.


Enrico Grando